Report settimanali

01 Mar 2024
Fringuello

Report dal 28 al 29 febbraio

Se il mese di Gennaio era stato afflitto dalla nebbia, Febbraio è stato guastato da un interminabile periodo di pioggia, incessante.
Arrivati a questo punto della stagione, posso dire con sicurezza che l’inverno 2023-24 è staro il primo senza la presenza del Tarabuso, che alla Cassinazza è sempre stato uno svernante regolare, anche con diversi individui, fin dall’inizio delle osservazioni. Non riesco ad immaginare un motivo per questa assenza; di certo l’habitat alla Cassinazza non è cambiato. Speriamo che sia un fenomeno locale e transitorio.
Le sole novità di questi ultimi giorni sono state la comparsa di una Spatola e di una coppia di Cigni reali; a parte questo, non si sono visti arrivi di migratori. Piuttosto si notano le prime partenze: ora non si sentono più i Pendolini nel canneto e i Pettirossi sono decisamente diminuiti. Tra le anatre, sono sempre in evidenza i Mestoloni e nel frattempo i Germani reali, già in coppie, si sparpagliano per le campagne in cerca di un posto adatto dove porre il nido. Ogni mattina Capinere, Merli e Fringuelli cantano il loro entusiasmo per la primavera che si sta avvicinando. E si stanno avvicinando anche i giorni delle mie vacanze; per il mese di Marzo questi resoconti si interromperanno.Fringuello

28 Feb 2024
Luì piccolo

Report dal 22 al 24 febbraio 2024

Una sfortunata combinazione di impegni personali e di giornate di maltempo mi ha lasciato ben poche possibilità di fare birdwatching alla
Cassinazza. Quindi per questa settimana ho poco da raccontare. D’altra parte, con piogge persistenti non c’è da aspettarsi che gli uccelli si mettano in movimento.
Ma c’è sempre chi fa eccezione. Nella pioggia battente ho sentito passare un gruppo di Gru, delle quali pare sia in corso un passaggio intenso come mai si era visto. Io le ho solo sentite, non saprei dire quante fossero.
Non è solo pioggia d’acqua. Una leggera pioggia di fiori di Pioppo segnala le piante dove, sulla chioma, i Lucherini si stanno dando da fare per ingrassare il più possibile a spese delle nuove gemme, prima di intraprendere la migrazione di ritorno al Nord.
Un suono nuovo si è aggiunto ai primi canti di primavera degli uccelli: il canto del Luì piccolo. I Luì piccoli sono stati presenti per tutto l’inverno, con numeri variabili a seconda dei rigori del clima, e finora si sono limitati a quel loro semplice richiamo che gli ha dato il nome
onomatopeico di “luì”. Ora sentono anche loro l’avvicinarsi della primavera e fanno sentire il loro canto, così caratteristico e anche così monotono.

Luì piccolo

20 Feb 2024
Peppola

report dal 13 al 17 febbraio

Con l’aumentare delle ore di luce e delle temperature, è ritornato il Fiorrancino e parallelamente sembrano andati via quasi tutti i Regoli. Sono ricomparsi anche il Tuffetto, che mancava da metà Novembre, e la Capinera, assente da Natale.
Per le Civette è già tempo di corteggiamenti e i loro duelli sonori (o forse sono duetti?) si sentono non solo di notte, ma si prolungano pure nelle ore del giorno. La presenza dei Mestoloni va gradualmente aumentando; ora il loro numero è compreso tra trenta e quaranta. Queste notti di Febbraio sono ancora fredde, ma già alcune falene molto precoci sono in grado di volarsene in giro: la luce dei lampioni attira Agriopis marginaria e Biston strataria. I bruchi di entrambe vivono su una grande varietà di piante: quercia, pioppo, carpino, salice, acero, prugnolo, rovo e altre ancora. Fiorisce il Corniolo, con almeno due settimane di anticipo rispetto a venti anni fa, e come lui spuntano in anticipo anche alcuni fiori di campo.
La Peppola è una delle specie che da noi scendono solo negli inverni, più o meno numerosa a seconda degli anni. Si associano invariabilmente ai Fringuelli a formare branchi misti; ancora ne sono presenti, ma tra poco anche loro ci lasceranno per tornarsene nelle vaste foreste del Nord-Est dell’Europa.

Peppola

09 Feb 2024

Report del 7 e 8 febbraio 2024

Inizia a manifestarsi qualche movimento, anche se non saprei dire se si tratta di un vero inizio di migrazione o solo di spostamenti a breve
raggio, alla ricerca di fonti di cibo. Si è avuta una generale diminuzione nel numero di Germano reale e Alzavola. Sono al contrario visibilmente aumentati i Mestoloni; è vero che negli ultimi anni hanno sempre più anticipato la data del loro passaggio, ma mi sembra davvero un po’ presto per parlare di migrazione. Si sentono anche molte Allodole; praticamente assenti fino a questo punto dell’inverno, ora sono comparse all’improvviso. Anche le Cesene sono riapparse; ora si cibano delle bacche dell’edera, che per tutto l’inverno sono state le più apprezzate dai Merli, mentre per le Cesene la prima scelta è stata il biancospino e solo ora che non ce n’è più ripiegano sull’edera.
A proposito di preferenze alimentari, anche se non l’ho visto direttamente, posso confermare la presenza dell’Astore, perché ho trovato una spiumata recentissima di Alzavola, la sua preda preferita.
Non ho molta scelta per la foto di questa settimana: i Mestoloni sono la specie più in vista.

Mestolone OJ

03 Feb 2024

Report dell’1 e 2 febbraio

Finalmente è uscito un giorno di sole dopo un interminabile periodo di nebbie. E pensare che, un tempo, la nebbia era cosa del mese di Novembre, mentre a Gennaio erano ghiaccio e brina. Negli ultimi due anni, in Novembre la vegetazione era verde e gli alberi portavano ancora le foglie; il ghiaccio, poi, è diventato un fenomeno raro. Stiamo vivendo cambiamenti profondi.
Tanto per continuare con i rimpianti, devo riportare che non sono più riuscito a rintracciare il nostro vecchio amico Airone bianco maggiore. Inanellato in Ungheria nel lontano 2005, fin dal primo anno è venuto ad occupare il suo territorio di svernamento proprio davanti alle nostre finestre. Questo autunno era stato osservato all’inizio di Novembre, ma poi è presto scomparso e il suo posto rimane tuttora libero. Temo proprio che, raggiunta la veneranda età di quasi 19 anni, non sia sopravvissuto oltre.
La Pispola alla Cassinazza è presente solo in inverno. Tenendo fede al suo nome comune inglese (Meadow Pipit) e al nome scientifico (Anthus pratensis) frequenta quasi solo i prati, meglio se umidi e con qualche pozza d’acqua, di solito in piccoli gruppi fino a dieci o venti individui. A terra in mezzo all’erba è quasi impossibile scorgerle; solo quando si sentono disturbate volano a rifugiarsi sulle cime di cespugli e arbusti.

Pispola

27 Gen 2024
Volpe

Report dal 26 al 24 gennaio

Non sarà la savana africana ma anche la Cassinazza, nel suo piccolo, ospita dei predatori  carnivori.
Il lupo ha fatto due, forse tre apparizioni confermate, ma da allora è passato del tempo senza altre segnalazioni. Il Tasso lascia tracce evidenti e ogni tanto permette qualche incontro. I mustelidi – Faina, Martora, Donnola, Puzzola – sono difficili da osservare e un tempo forse erano più frequenti; di sicuro la Donnola, che anni fa si incontrava anche durante il giorno, ora è quasi sparita e non la si vede da anni. E’ invece molto aumentata la presenza della Volpe; secondo me in seguito all’invasione da parte del Silvilago. Questo coniglio alloctono è abbastanza piccolo e inerme da diventare una facile preda per la Volpe; e ogni preda porta con sé il suo predatore.
Gennaio per la Volpe è tempo di corteggiamenti; seguiranno poi gli accoppiamenti e i due resteranno uniti fino allo svezzamento dei cuccioli; dopodiché si separeranno e ognuno baderà a sé stesso. Alla prima luce del giorno ho incontrato questa coppia di Volpi: il maschio baldanzoso – e speranzoso – con la coda ritta inseguiva da vicino la femmina che invece faceva del suo meglio per mostrarsi indifferente e proseguiva per la sua strada.

Volpe

23 Gen 2024
Scricciolo

Report del 18 e 19 gennaio 2024

A parte la comparsa di qualche Tordo bottaccio – forse l’unica specie che si mette in movimento già a Gennaio – non ho null’altro da segnalare per questi giorni. Tutto è rimasto come già stava; anche il meteo infame. E, non avendo nulla da dire, la faccio breve.
Inserisco una foto della scorsa settimana. Lo Scricciolo è un vero protagonista dell’inverno alla Cassinazza: resiliente, insensibile a
freddo e gelo, territoriale e dotato di una voce tonante. Tutto questo dentro a un corpo di dimensioni minuscole, uno degli uccelli più piccoli della nostra fauna.

Scricciolo

13 Gen 2024
Alzavola

Report dall’11 al 13 gennaio 2024

Siamo giunti al momento del censimento degli uccelli acquatici svernanti I.W.C.. Per questo immancabile rituale che si ripete ogni anno, si è
radunato alla Cassinazza un manipolo di entusiasti che hanno sfidato il gelo e la nebbia armati di binocoli, cannocchiali e buona volontà.
Che a nulla sono serviti. La nebbia non ha permesso di vedere e, quando è stato chiaro che non si sarebbe diradata neppure nel pomeriggio, ci siamo ritirati mestamente. E non è stata solo la nebbia; da quel poco che si vedeva e sentiva, paremche anche le anatre ci abbiano preso in giro: di tutte quelle che erano presenti solo il giorno prima (una giornata di magnifico sole invernale, quella), ne sono rimaste una minima parte. Chissà dove e perché se ne sono andate. E le previsioni meteo per i prossimi sei/sette giorni non promettono niente di meglio.
Come di consuetudine, nel giorno del I.W.C. la foto che correda il report è dedicata a un’anatra e così sarà anche questa volta, nonostante il fallimento dei censimenti. I maschi delle anatre sfoggiano tutti piumaggi più o meno vistosi: il più elegante secondo me è il Codone, la Canapiglia ha un abito sobrio e distinto, il Mestolone è bizzarro, il Fischione e il Fistione turco sembrano una coppia di clown, la Moretta
indossa un raffinato smoking. Ma senza alcun dubbio, la piccola Alzavola è la più simpatica tra tutte.

Alzavola

08 Gen 2024

Report dal 3 al 6 gennaio

Questa settimana non è successo nulla che valga la pena di segnalare. Siamo in quel tempo nel quale cessano tutti i movimenti e gli uccelli –
a meno di intemperanze del clima – se ne stanno fermi dove sono. Appunto per questo è anche il periodo del censimento invernale degli uccelli acquatici, che alla Cassinazza faremo la prossima settimana. Le anatre aspettano di essere conteggiate; il loro numero cala di martedì e venerdì, giorni di silenzio venatorio nei quali possono andarsene i giro senza rischi; nei giorni di caccia aperta si accalcano alla Cassinazza. Nella folla, Mestoloni, Canapiglie e Codoni si contano sulle dita delle mani. Alle circa duecento Pavoncelle si uniscono due Piovanelli pancianera; qua e là si trova qualche Beccaccino e Piro-piro culbianco. Cormorani e Ibis sacri si radunano alla Cassinazza per passarvi la notte. Per gli altri uccelli, la situazione è quella solita dell’inverno: dominano il Migliarino di palude, il Fringuello, la Peppola, il Codibugnolo, il Lucherino, il Merlo, la Cinciarella, il Regolo. Più scarsi tutti gli altri.
Delle tre specie nuove che sono comparse nel 2023, il Picchio muratore si è insediato, ha nidificato ed è sempre qui; il Picchio nero è stato
con noi fino alla fine di Settembre dopodiché quell’esemplare solitario non si è più visto; la Cincia bigia è stata osservata quella sola e unica volta.
La Poiana è presenza abituale e raramente riceve attenzione. Una sola coppia si riproduce alla Cassinazza; nella cattiva stagione ci raggiungono altri individui svernanti.

Poiana

02 Gen 2024
Cincia mora

Report dal 27 al 30 dicembre

In questo ultimo scorcio dell’anno si è fatta numerosa la Peppola; tanti sono gli individui che al mattino si alzano dal canneto e dai salici
dove hanno passato la notte. Le Cesene, al contrario, sono andate via dopo che hanno mangiato tutto quello che c’era da mangiare; hanno lasciato i cespugli di biancospino svuotati delle loro bacche. Mancano (per ora?) due delle tipiche specie invernali: il Tarabuso e il Frosone. Se per quest’ultimo la cosa è normale – si tratta di una specie la cui presenza è irregolare, che arriva solo negli anni di forte influsso – per il Tarabuso non è spiegabile: alla Cassinazza l’abbiamo sempre avuto, anche con più individui. Quest’anno manca pure il Pellegrino, ma ciò è comprensibile: l’Astore è diventato residente e non credo che tra i due corra buon sangue. Nell’anno che si chiude, alla Cassinazza sono state osservate 152 specie, un totale notevole e perfettamente nella media di tutti gli anni passati.
Questo è un inverno con la Cincia mora. Non è sempre così. Questa specie è legata alle foreste; quando faggi e abeti rossi producono una grande quantità di semi, il tanto cibo a disposizione aumenta il suo successo riproduttivo; questo succede ogni quattro/cinque anni. Dopo la stagione favorevole molte più cince si spostano molto più lontano del solito e arrivano fino a noi. L’ultima volta successe nell’inverno 2019- 20. Qui alla Cassinazza la Cincia mora è attratta dalle piante di acero con i loro grossi semi.

Cincia mora