Report settimanali

15 Feb 2020

Report del 15 febbraio 2020

Decisamente, stiamo vivendo una primavera anticipata. Nei prati occhieggiano i primi fiori di campo e sulle cime più alte dei Pioppi bianchi già si sono aperte le gemme dei fiori. Questa nuova risorsa alimentare attira frotte di Fringuelli e Peppole e non è sfuggita neppure a Lucherini, Cinciallegre, Cinciarelle e qualche Frosone. La coppia di Cicogna bianca che nidifica alla Cassinazza è ritornata al proprio nido, con grandi cerimonie di saluto e di possesso del territorio. I Germani reali ormai pensano alla nidificazione, molti sono già accoppiati e si sono dispersi nelle campagne; il loro numero alla Cassinazza è molto calato. Al contrario, sono aumentate le Alzavole, probabilmente per l’arrivo di nuovi individui che si stanno spostando in migrazione; ora superano il migliaio e per una volta sono più numerose dei Germani.
Continua il passaggio delle Cesene, con gruppi anche di molte decine di individui.
Questa fase iniziale della migrazione ha offerto il suo migliore spettacolo quando è passato un grande stormo di Gru, come minimo 200 individui e forse ben di più: una lunghissima formazione allineata che occupava una buona parte del cielo, diretta verso Nord-Est. Solo un mese le vedemmo passare nella direzione opposta e ora se ne stanno già ritornando.

07 Feb 2020

Report del 7 febbraio 2020

Continua questa lunga serie di giornate primaverili; inoltre, le ore di luce sono aumentate sensibilmente. Le Cinciallegre entusiaste cantano il loro canto di primavera, i picchi tambureggiano e le Tortore dal collare, che non sanno vivere lontano dalle abitazioni dell’uomo, sui tetti delle cascine si impegnano nel loro buffo rituale di corteggiamento.
Si può notare anche qualche cambiamento tra i contingenti degli uccelli. Le anatre sono di molto diminuite in numero: più che di un vero movimento potrebbe essere un semplice effetto della chiusura della stagione della caccia, cosa che ora permette loro di restarsene tranquille anche altrove.
E’ invece possibile che le tantissime Cesene arrivate questa settimana costituiscano davvero un primo movimento migratorio.
Interessante l’osservazione oggi di una Moretta – una femmina – presente sul lago; alla Cassinazza non ci sono acque veramente profonde e l’arrivo di un’anatra tuffatrice rappresenta sempre una eccezione.
Il Pettirosso è un’altra delle specie che caratterizzano la stagione invernale, e anche un poco di più del solo inverno, visto che arriva all’inizio dell’autunno e rimane con noi fino a primavera inoltrata.

01 Feb 2020

Report del 1 febbraio 2020

Il sabato è stato nebbioso e piovoso e non ci ha dato occasione di buone osservazioni.
Nel corso della settimana, però, in una giornata limpidissima è stata fatta una piacevole escursione assieme agli studenti di Scienze Naturali dell’Università di Milano, durante la quale abbiamo avuto modo di fare almeno tre osservazioni interessanti: i Frosoni – che non rappresentano una rarità, ma quest’inverno sono stati finora particolarmente scarsi, tanto che questa è la prima volta che li vediamo nel 2020 – poi un Cigno reale, non una sorpresa dato che tre individui erano già stati presenti il sabato precedente, e infine due Nibbi reali, questi invece davvero inattesi, visto che la specie è molto infrequente nella nostra zona.
A parte questi, tutte le altre presenze sono rimaste invariate rispetto alle settimane scorse e anche rispetto ai censimenti degli acquatici svernanti, inclusi il Tarabuso, diversi Falchi di palude, Sparvieri, il Pellegrino, il Gheppio e almeno un paio di centinaia di Pavoncelle. Tra i piccoli uccelli, l’unico cambiamento è l’apparente assenza del Fiorrancino, che non si fa trovare da almeno due settimane.
Il Migliarino di palude è anch’esso una delle specie più tipiche del periodo invernale; diversamente dalle Peppole che abbiamo visto la scorsa settimana, i Migliarini arrivano ogni inverno invariabilmente in grandi numeri, probabilmente attirati alla Cassinazza dal vasto canneto che offre loro un posto sicuro e riparato dove passare la notte.

25 Gen 2020

Report del 25 gennaio 2020

A parte proprio il giorno di sabato, che è stato grigio e piovoso, il cielo limpido per tutta la durata della settimana ha prodotto nottate di gelo e giornate di sole luminoso. Il cui tepore  ha accompagnato la fioritura del Nocciolo, in assoluto la prima pianta a mostrarci i suoi fiori all’inizio di ogni anno. Il ghiaccio delle mattine si scioglieva ogni pomeriggio e le anatre si spostavano di conseguenza, andando a cercare l’acqua dove non era gelata. In un periodo nel quale ci si attende che le presenze degli uccelli siano cristallizzate, la settimana ci ha comunque regalato motivi di interesse. Ancora un fortunato incontro con la Beccaccia, che non è mai facile da osservare ma non rappresenta una sorpresa, avendola già incrociata sabato scorso. Più inaspettata la Tordela, che in passato mai era stata osservata alla Cassinazza durante il mese di Gennaio. Del tutto inattesi, tre Cigni reali, tutti adulti, che navigavano maestosi sul lago e che si sono dimostrati anche molto diffidenti e pronti a prendere il volo. Tutte le altre osservazioni sono state quelle più tipiche dell’inverno: la Peppola è una di queste. Compare da noi solo nella stagione fredda; in alcuni inverni è più abbondante, in altri pare mancare del tutto. Quest’anno è arrivata abbastanza numerosa e, come sempre, si associa con i Fringuelli che le sono strettamente imparentati.

18 Gen 2020

Report del 18 gennaio 2020

Siamo così arrivati all’evento dell’anno: il censimento internazionale degli uccelli acquatici. Ringrazio gli appassionati amici che oggi ci hanno aiutati a censire le anatre – e le altre specie – presenti alla Cassinazza, che ormai sappiamo essere da anni tra i siti di svernamento più importanti nella regione per il Germano reale e per l’Alzavola, oltre che per il numero delle specie. Oggi noi tutti siamo quindi stati concentrati nel non semplice esercizio di scovare e conteggiare gli uccelli acquatici e, per una volta, gli altri uccelli hanno ricevuto poca attenzione.
Anche quest’anno le due specie principali – il Germano reale e l’Alzavola, appunto – sono nell’ordine delle migliaia: per l’esattezza 3.300 e 1.100 rispettivamente. Risultati davvero notevoli, anche se alcune circostanze hanno giocato contro: per prima la pioggia caduta abbondante nella notte ha trasformato chilometri di campi agricoli in paludi, dove secondo me, una parte delle anatre ha potuto trovare nuove aree dove disperdersi. E poi, proprio nel bel mezzo dei conteggi, un Falco pellegrino ha fatto del suo meglio per farle volare via ripetutamente; solo quando è riuscito a catturare un’Alzavola si è finalmente placato e dopo di lui anche le anatre, ma ormai gli stormi si erano spostati e ri-mescolati. Le altre specie presenti: Canapiglia (29), Mestolone (13), Codone (3), Moriglione (2), Pavoncella (220), Tarabuso (3), Marangone minore (2), Gallinella d’acqua (80), Folaga (più o meno 15), Oca selvatica (5), Tuffetto (4), Airone guardabuoi (4), Garzetta (una sola), Piro-piro culbianco (1), Spatola (1), Falco di palude (2), Cicogna bianca (2), più piccoli numeri di Airone cenerino e Airone bianco maggiore. E infine, una Beccaccia, incontro sempre molto raro.  La sera, ai dormitori: 77 Cormorani e 105 Ibis sacri.
E chissà che non mi stia dimenticando qualcosa.
Più di ogni altro, sono le Pavoncelle che temono il Falco pellegrino, che ad ogni sua comparsa le getta sempre in un volo disordinato.

11 Gen 2020

Report del 11 gennaio 2020

Tra una settimana verrà il momento dell’International Waterbird Census – in breve IWC – lo  sforzo globale e contemporaneo di tutti i birdwatcher d’Italia, d’Europa e anche di mezzo mondo per censire gli acquatici svernanti. In vista di questo appuntamento, oggi ho cercato di far saltare fuori e conteggiare quelle poche anatre di specie diverse che se ne stanno mescolate agli innumerevoli Germani reali e Alzavole. Contare precisamente queste ultime sarà un lavoro tedioso, che lascerò volentieri agli altri amici che collaboreranno al censimento. Scrutando con attenzione, sono giunto alla conclusione che, in questo periodo, alla Cassinazza sono presenti 25-30 Canapiglie, equamente divise nei due sessi, 16 Mestoloni in gran parte femmine, 4 Fischioni di cui un solo maschio e 2 Codoni, un maschio e una femmina. Ancora più difficile da scovare è stata una singola Colombella, nascosta nel mezzo degli stormi di centinaia e centinaia di Colombacci. L’osservazione che ha segnato la giornata è stato il passaggio, annunciato dal suono dei loro richiami, di un gruppo di 54 Gru dirette verso sud-ovest. In condizioni normali, questi spostamenti delle Gru avvengono in novembre; il fatto che transitino solo adesso, con tanto ritardo, significa che nell’Europa nord-orientale il freddo dell’inverno finora non si è fatto sentire. Qui da noi, nel primo mattino la temperatura scende sotto lo zero, anche se di poco; è abbastanza per coprire tutto quanto con un leggero strato di brina che si poi dissolve presto, un paio di ore dopo l’alba.

04 Gen 2020

Report del 4 gennaio 2019

E’ l’inizio di un nuovo anno, di un nuovo ciclo delle osservazioni alla Cassinazza; che sarà il ventesimo anno consecutivo di questi rilievi, iniziati nell’ormai lontano 2000.
E proprio il primo giorno dell’anno – eh sì, non ho saputo rinunciare ad una uscita benaugurale nel giorno di Capodanno – ha portato due specie interessanti: prima un Chiurlo maggiore, che dopo aver passato la notte alla Cassinazza se ne è però volato via poco dopo l’alba, e un piccolo gruppo di 5 Gru che ci ha sorvolato a metà mattina.
Con l’anno nuovo è arrivato il freddo, anche se non davvero gelido: nella notte le temperature veleggiano attorno allo zero, ma poi il bel sole intiepidisce il pomeriggio. Per ora, gli uccelli acquatici non ne sono stati disturbati, anzi le Alzavole sembrano addirittura aumentate, quasi numerose quanto i Germani reali. Gli unici che sembrano temere il freddo sono gli Ibis sacri: il loro roost serale, che poche settimane fa era formato dal numero record di 1.350 individui, ora ne comprende solo poche dozzine. Evidentemente gli Ibis non gradiscono di ritrovarsi, durante la notte, con le zampe nel ghiaccio.
L’inverno è sempre un periodo temibile per la fauna selvatica: significa tanto freddo e poco cibo, e malattie. Inevitabilmente, alcuni ne muoiono; ma ciò che per uno è la sventura, per altri può essere la salvezza; questa Poiana affamata ha trovato una carcassa e, almeno per oggi, può riempirsi la pancia.

28 Dic 2019

Report del 28 dicembre 2019

Nell’alba di questa mattina, uno spesso velo di brina copriva ogni cosa. La temperatura è finalmente calata, per la prima volta in quest’inverno. Che sia per l’arrivo del freddo oppure semplicemente per l’avanzare del calendario, il numero delle Pavoncelle è crollato da quasi un migliaio che erano la scorsa settimana a poco meno di cento.
Forse il freddo mi ha impigrito – di certo mi ha intirizzito – ma, a parte un discreto numero di Tordi sasselli, non ho trovato nessuna altra novità o variazione nei contingenti degli uccelli della Cassinazza. Le anatre sono sempre le stesse, nelle specie e nei numeri, al più arricchite da una dozzina di Mestoloni, e nelle siepi vagano gli stessi branchi misti Cinciarella-Codibugnolo-Regolo, impreziositi qua e là dalla Cincia mora e dal Fiorrancino. E non manca mai lo spettacolo serale delle centinaia di Migliarini di palude che letteralmente piovono nel canneto per trascorrervi la notte.
La Taccola è un arrivo abbastanza recente nel nostro territorio: due anni fa ha nidificato per la prima volta, quest’estate lo ha fatto con tre coppie e ora, in inverno, si è formato un stormo composto da circa trenta individui.
Auguri a tutti per un felice inizio di Anno Nuovo.

21 Dic 2019

Report del 21 dicembre 2019

Al mio ritorno alla Cassinazza, dopo due settimane di assenza, la pioggia battente per tutta la mattinata non mi ha permesso di vedere granché. Solo gli uccelli acquatici, che paiono essere su numeri piuttosto alti. Le Alzavole superano, forse anche di molto, il migliaio e le Pavoncelle ci si avvicinano; per tutta la giornata queste sono rimaste nervosissime, volando pazzamente in giro come fossero inseguite da torme di predatori. Non capisco come possano campare in un simile stato di continuo stress.
I Germani reali sono rimasti stabili attorno ai 5 o 6 mila.
Solo nel pomeriggio, terminata la pioggia, si sono visti i piccoli uccelli. Ho notato un netto calo nel numero dei Pettirossi e dei Luì piccoli; entrambi insettivori, non è strano che prima che arrivi il cuore dell’inverno si mettano in movimento, proseguendo la loro migrazione verso zone un poco più calde, anche solo le coste più vicine del Mediterraneo. Sono invece rimasti numerosi come prima il Regolo, la Cinciarella, il Codibugnolo e la Cincia mora. Cesene,  Fringuelli e Peppole mantengono anche loro una buona presenza.
I Lucherini, in quest’inverno, finora non sono mai stati particolarmente numerosi; in altri anni recenti si sono mostrati ben più abbondanti. Li si trova invariabilmente sugli ontani, di cui cercano i piccoli semi; spesso lo fanno in maniera quasi inavvertibile, muovendosi poco e  restando silenziosi.
Siamo giunti al giorno del solstizio d’inverno, le ore di luce sono al minimo annuale e tra pochi giorni sarà Natale. Auguri.

14 Dic 2019

Report del 14 dicembre 2019

All’inizio di questa piovosa settimana dicembrina, il pensiero di sabato 14 dicembre, limpido e assolato, sembra il ricordo di un sogno, piacevole ma irreale. Eppure, sabato mattina, le cicogne ci hanno accolto volteggiando in un bel cielo azzurro. Quattro per l’esattezza. Dovrebbero essere in Africa ora, ma molti esemplari scelgono di non migrare. Capita, ad esempio, quando alcuni esemplari provengono da progetti di reintroduzione e il loro eventuale partner selvatico decide di condividere la loro sorte. Per le nostre, se sia per questo o per mero risparmio energetico sul viaggio, non ci è dato saperlo. C’era, finalmente un bel passaggio di tordi, lo aspettavamo da tempo, sopratutto bottacci e sasselli e, in generale, una soddisfacente varietà di uccelli: più di 60 specie. A tentare di approfittare di tutta questa varietà, un Astore e un Pellegrino. Il primo ha fatto ripetutamente involare una nuvola di 400 colombacci, il secondo, invece, non ha suscitato emozione in nessuno: probabilmente era sazio e il popolo degli uccelli della Cassinazza lo sapeva. Sul lago, di giorno, un solo Marangone minore riposava ad asciugarsi.