Report settimanali

13 Dic 2018

Report dell’8 dicembre 2018

Una giornata speciale. Speciale per il meteo che, dopo una serie di giorni grigi, freddi e nebbiosi, ha infilato un giorno di sole sfolgorante e vento di caduta – quello che qui chiamano “foehn”, con l’aria che si riscalda ruzzolando giù dalle Alpi – che ha permesso a noi di lasciare le giacche a vento e alle farfalle di uscirsene in giro. E che è stato speciale anche e soprattutto per le osservazioni, in quantità e qualità.
Cominciamo con quelle specie che hanno fatto oggi la loro prima comparsa della stagione invernale: Tarabuso, Albanella reale e Passera scopaiola.
A seguire le anatre, che hanno prodotto numeri notevoli anche per tutte quelle specie che non sono i soliti Germani reali: 50 Fischioni, 40 Canapiglie, 35 Mestoloni, 1.200 Alzavole; non mancavano nemmeno un paio di Codoni e la stravaganza dell’Anatra mandarina. Non sono da meno le 750 Pavoncelle, sempre insidiate dal Pellegrino.
Ci sono poi state interessanti rarità: un’Aquila minore, cinque Volpoche, una Gavina.
Se ci aggiungiamo tutto il seguito di quelle specie che invece sono abituali: quattro specie di aironi, Spatola, Cicogna bianca, Marangone minore, Falco di palude, Sparviere, Gheppio, Poiana, tre specie di picchi e trenta di passeriformi, ecco che si arriva a una check-list che, per la stagione invernale, è davvero notevole.

02 Dic 2018

Report del 1 dicembre 2018

Nelle ultime notti, le temperature hanno sfiorato lo zero; non abbastanza e non abbastanza a lungo per formare il ghiaccio. Sufficiente, però, per aver fatto allontanare la gran parte dei Luì piccoli, che fin da Ottobre erano sempre abbondanti. Anche l’Usignolo di fiume pare molto diminuito e il suo canto è diventato di colpo meno frequente; sebbene si pensi che sia una specie stanziale, in realtà anche lui si muove in risposta al clima e alle stagioni. Movimenti ce ne sono stati anche tra gli uccelli acquatici, con un forte influsso di Alzavole, che superano il migliaio e di Pavoncelle, che arrivano a 500. Tra venti e trenta ciascuno la Canapiglia, il Fischione e il Mestolone. I Germani reali, non c’è bisogno di dirlo, sono sempre alcune migliaia.
In mezzo a tutto questo affollamento, saltava subito all’occhio una Volpoca; bisognava invece cercare a fondo per scovare qualche Piro-piro culbianco, una Pantana, un Combattente.
Un campo, allagato proprio in questi giorni, attira una concentrazione di uccelli bianchi: Aironi bianchi maggiori, Garzette, Aironi guardabuoi, Ibis sacri, un grande stormo di Gabbiani comuni, due Cicogne bianche e decine e decine di piccole Ballerine bianche; tra tutto quel bianco, gli Spioncelli e le Pispole quasi non si vedono.
Il Falco pellegrino perseguita le Pavoncelle, levandole in volo fino a che riesce a catturarne una. Dopodiché tutto si calma: il falco è sazio e le Pavoncelle possono stare tranquille fino a domani.

25 Nov 2018

Report del 24 novembre 2018

Che questo ultimo autunno sia stato uno dei più caldi è un dato di fatto, lo dicono le statistiche. Che questo abbia anche provocato un ritardo nella migrazione degli uccelli è invece solo una interpretazione soggettiva, tutta da dimostrare.
Sta di fatto che solo ora sono comparsi la Cesena e il Tordo sassello, che normalmente sarebbero stati qui già all’inizio del mese. E il Regolo, che di solito arriva in Ottobre, si era fatto vedere per la prima volta la settimana scorsa e solo oggi è diventato numeroso.
Al contrario la Canapiglia sembra rispettare i tempi che le sono abituali (fine novembre – inizio dicembre) ed è ora presente con almeno 50 individui. In mezzo alle Canapiglie naviga, splendido nella sua livrea colorata, un maschio di Anatra mandarina; è una specie allevata per il suo valore ornamentale e non la si può considerare veramente selvatica, anche se qui a là in Europa ne esistono dei gruppi inselvatichiti.
Infine, la mattinata è stata illuminata dalla velocissima apparizione di uno Smeriglio, che in realtà avevo già intravisto sabato scorso, ma senza che potessi dirmi sicuro di averlo identificato.

19 Nov 2018

Report del 18 novembre 2018

Alla fine, il freddo invernale sta arrivando.
In questi giorni sono apparsi per la prima volta nella stagione il Regolo, il Fiorrancino, la Peppola; altri, che avevamo già visto, hanno rinforzato la loro presenza o stabilito chiaramente il loro territorio. E’ il caso del Pellegrino, che imperversa sulle zone umide, mandando nel panico Alzavole e Pavoncelle, che sono tra quelle che sono nettamente aumentate di numero; in modo particolare le Pavoncelle, che nel giro di una settimana sono passate da qualche decina e diverse centinaia. Nel contingente delle anatre sono aumentati i numeri dei mestoloni, dei Fischioni e delle Canapiglie: ognuna di queste specie ora conta tra dieci e venti individui.
Spettacolare e sorprendente la concentrazione dei Marangoni minori, con 50 esemplari che si sono radunati per breve tempo, per poi di nuovo disperdersi e lasciarne solo pochi alla Cassinazza.
Altro evento della giornata è stato il passaggio in volo di uno stormo di Gru.
Infine, la Cassinazza è stata visitata da una specie nuova, anche se l’informazione è arrivata con qualche ritardo: il giorno 08/11 ha sostato una coppia di Cigno reale.
Con questa prima giornata di freddo è ricomparso il sole e l’alba è stata luminosa.

10 Nov 2018

Report del 10 novembre 2018

Sono ritornato alla Cassinazza dopo due settimane di maltempo, che tra l’altro mi ha costretto all’assenza forzata di sabato scorso; non accedeva da anni che mancassi una giornata di sabato.
Pure oggi il tempo è stato grigio e umido, ma almeno non ha piovuto; anche se la temperatura continua ad essere quella tiepida di un inizio di autunno – ancora ci sono in giro le zanzare, impensabile alla metà di novembre! – il paesaggio degli uccelli inizia a prendere un aspetto invernale.
Le anatre, nel giro di due settimane, hanno più che raddoppiato il loro  numero, con quattro, forse cinquemila Germani reali e 6-700 Alzavole; Canapiglie, Mestoloni e Fischioni rimangono in singola cifra.
I Cormorani, al dormitorio serale, contano ora un centinaio di individui.
Tra i piccoli uccelli predomina il Migliarino di palude; la mattina molte centinaia si concentrano sui campi di sorgo e girasole assieme a Fringuelli, Cardellini e Verdoni; quando si avvicina la sera raggiungono il canneto alla Cassinazza per passarvi la notte.
Sono poi arrivati i primi Lucherini, per adesso ancora scarsi di numero.
Anche il Nibbio reale segnala la stagione; pur essendo sempre raro, frequenta la pianura padana solo nell’inverno.
Lo Scricciolo è una delle specie più caratteristiche del nostro inverno e in questi ultimi giorni è diventato molto frequente.

29 Ott 2018

Report del 27 ottobre 2018

Oggi è caduta la pioggia; e molta altra ne verrà nei prossimi giorni.
Forse a causa della pioggia, o per via della potente perturbazione in arrivo, oppure semplicemente perché la migrazione si va esaurendo con l’avanzare della stagione, fatto sta che la giornata di osservazioni è stata opaca, per nulla movimentata.
Sembra numeroso solo il Luì piccolo, di certo predominante su tutti gli altri.
Anche le anatre sono più o meno rimaste come erano una settimana fa, con circa duemila Germani reali e un paio di centinaia di Alzavole. L’unica specie che non era già presente è il Fischione, rappresentato oggi da una singola femmina.
La conta, ormai abituale, dei Marangoni minori ha dato questa settimana un totale di nove individui; strano pensare che fino all’estate scorsa non avevamo mai visto questa specie alla Cassinazza.
I Colombacci, che avevano iniziato a formare stormi numerosi, si sono ridotti a gruppetti striminziti.
Si è molto assottigliato anche il numero delle Garzette; non è una specie esclusivamente estiva: se l’inverno rimane mite spesso qualche individuo si ferma per svernare. Ma da ora in poi gli avvistamenti diventeranno a poco a poco sempre più scarsi, fino ad esaurirsi quasi del tutto.

22 Ott 2018

Report del 20 ottobre 2018

Già prima del sorgere del sole, nel cielo ancora grigio, i Fringuelli passavano a frotte; un gran numero di loro si è fermato negli appezzamenti con sorgo e girasole, coltivati appositamente per lasciarli agli uccelli durante l’inverno.
Sono arrivati anche i Migliarini di palude, che però preferiscono ammassarsi nelle stoppie del riso, specialmente dove la raccolta è stato fatta non con la tradizionale mietitura ma con la tecnica “a strappo”, che lascia gli steli integri e soprattutto disperde a terra una maggiore quantità di semi.
Gli Spioncelli preferiscono invece il fango delle zone umide della Cassinazza, dove si mescolano con le Pavoncelle a qualche Beccaccino, sorvegliati dall’alto da un Falco pellegrino posato in cima a un pioppo.
In cielo, fuori vista, per tutto il giorno si sono sentite passare le Allodole, senza che neppure una si facesse vedere posata nei campi.
Con questa ondata migratoria sono comparsi, in piccoli numeri, anche le Pispole e i Fanelli.
Il gruppo dei Marangoni minori oggi era formato da sette individui, mentre è mancato all’appello il Falco pescatore che aveva sostato alla Cassinazza nelle ultime tre settimane.
Sopra il vecchio tronco caduto di un pioppo, ricoperto di edera e muschio, è venuta fuori una massa di piccoli funghi: si tratta di Hypholoma fascicolare, chiamato il “falso chiodino” perché assomiglia al vero “chiodino buono” Armillaria mellea e può venire scambiato per quello, ma attenzione: questo è un fungo tossico.

14 Ott 2018

Report del 13 ottobre 2018

Le stagioni si sono alternate nel corso della stessa giornata: un mattino autunnale, nebbioso e fradicio di umidità, il pomeriggio luminoso e caldo, quasi estivo. Anche nella nebbia, si è visto fin da subito che la migrazione in questa settimana è dominata dal Luì piccolo, protagonista di un vero e proprio influsso in massa: si vedono e si sentono, sono decine, centinaia.
Dall’alto, sopra la nebbia, giungono i richiami dei gruppi di Fringuelli di passaggio. In basso, tra canne e cespugli, esplodono fragorosi i canti degli Usignoli di fiume; da anni non si aveva una loro presenza così numerosa, dopo che il gelo dell’inverno del 2009 e poi ancora del 2012 ne aveva cancellato la popolazione della Cassinazza. Per il resto, l’unica differenza rispetto a sabato scorso è data da un unico, solitario, Combattente.
Nel giro dell’ultimo mese, le specie estive una ad una ci hanno lasciati: la Rondine, il Rigogolo, l’Usignolo, la Cannaiola verdognola, l’Airone rosso, la Nitticora, la Sgarza ciuffetto, il Tarabusino, il Lodolaio; e anche qualcuno dei migratori, come la Balia nera, il Luì grosso e la Marzaiola hanno esaurito il loro passo. Adesso non resta che attendere gli svernanti.
Ancora questa settimana è rimasto in sosta alla Cassinazza il Falco pescatore, fedele allo stesso posatoio sull’albero morto. Da lungo tempo speravo di poter fotografare questo splendido rapace e ora questo individuo, un po’ più fiducioso rispetto agli altri della sua specie, finalmente me ne dà la possibilità.

08 Ott 2018

Report del 6 ottobre 2018

Un’alba livida ha annunciato l’arrivo del primo fronte di maltempo dopo molte settimane di tempo stabile e soleggiato.
Il corso della migrazione ci ha portato le novità del Codirosso spazzacamino, che si presenta con anticipo rispetto alle date abituali, e del Forapaglie che invece è ormai sul finire del suo periodo di passo, ma finora non ci era riuscito di vederne.
Nel corso della settimana i Germani reali alla Cassinazza sono quantomeno triplicati; un effetto della pressione venatoria nell’area circostante. Non siamo ancora ai numeri massimi, ma anche così se ne sentono dovunque i richiami e ogni pochi passi se ne mette in fuga un gruppo, grande o piccolo.
I Marangoni minori – quest’oggi erano otto – sono ormai una presenza costante e si è rivisto il Falco pescatore, senza dubbio lo stesso individuo giovane di sabato scorso, che quindi ha trovato alla Cassinazza un buon luogo di sosta lungo la rotta della sua migrazione.
Da un paio di anni, alcuni Cinghiali hanno preso residenza alla Cassinazza. Sono animali molto cauti e difficilmente si fanno vedere; questa femmina si è fatta sorprendere all’alba mentre attraversava la palude. Tutti gli uccelli acquatici si sono fatti da parte, liberando la sua strada.

01 Ott 2018

Report del 29 settembre 2018

La mattinata alla Cassinazza è apparsa subito vivace: era evidente un buon  influsso di migratori. Erano soprattutto le specie comuni: il Pettirosso, il Luì piccolo, la Capinera e anche l’Usignolo di fiume, almeno a giudicare da quanto si sentiva. Molto più scarsi la Cannaiola, il Tordo  Bottaccio; forse una sola, ma comunque sufficiente per segnarla nel nostro elenco, la Bigiarella.
Molto meno interessanti gli uccelli acquatici, senza nessuna novità rispetto a sabato scorso ma con una eccezione. Che non dovrebbe più fare sorpresa: sono arrivati ancora altri Marangoni minori e oggi il loro gruppo era formato da ben undici individui. E pensare che fino a due mesi fa lo consideravamo una rarità straordinaria.
Anche i rapaci ci hanno portato qualche migratore: un Astore ha solo sorvolato brevemente la Cassinazza, ma un Falco pescatore è rimasto per tutto il pomeriggio, catturando pesce, mangiandoselo, riposando a lungo e concedendosi alle nostre osservazioni. Questo individuo è un giovane ed è sicuramente diverso da quello presente una settimana fa, che invece era ben riconoscibile come un adulto. Il nostro amico di oggi portava un anello visibile da lontano, che ci ha rivelato la sua provenienza dalla Germania.