Report settimanali

08 Giu 2019

Report del 8 giugno 2019

Dopo la razzia compiuta dalle Cornacchie, alla quale sono sopravvissuti solo quattro nidi, le Sterne imperterrite hanno ripreso i rituali del corteggiamento e gli accoppiamenti, intenzionate a deporre delle nuove covate. Le Cornacchie non si vedono più, che abbiano portato all’involo la loro nidiata e la famiglia si sia trasferita altrove o che stiano semplicemente aspettando che la dispensa si riempia di nuovo. Restando a lungo a controllare le vicende delle Sterne, a un certo punto ne ho notate due molto più piccine che volavano assieme alle altre: due Fraticelli, una specie che alla Cassinazza non si vedeva da moltissimi anni.
E per restare in tema di specie poco frequenti, oltre al Fraticello, abbiamo osservato anche almeno due esemplari di Rondone pallido, sempre molto difficile da distinguere con certezza del molto più frequente Rondone comune.
Sul nido della Poiana il pulcino pare un grosso pupazzo di peluche bianco, sul quale risaltano gli occhi e il becco neri; bisogna osservarlo da molto lontano, e anche così gli adulti si mostrano diffidentissimi e spariscono non appena si guarda verso il loro nido.
Hanno già preso il volo i pulcini del Gheppio; se ne stanno posati sui cavi elettrici e richiedono a gran voce cibo ai genitori. E’ notevole come abbiano rispettato praticamente la stessa data di involo dell’anno scorso.
In questi giorni, mentre i canti delle altre specie si stanno ormai affievolendo, le Cannaiole verdognole cantano invece con grande foga, dai canneti e dai margini dei fossi. Quest’anno alla Cassinazza sono numerosissime, molto di più che non la Cannaiola comune, che sembra invece ridotta a pochi individui.

01 Giu 2019

Report del 1 giugno 2019

Le buone e cattive notizie arrivano insieme, questa volta.
La colonia delle Sterne due giorni fa aveva undici nidi in cova; questa sarebbe una buona notizia. Ma oggi non ne rimanevano che quattro o cinque: una coppia di Cornacchia grigia sta depredando le uova. Le Sterne sono agguerrite, ma le Cornacchie sono furbe: uno dei due sorvola lentamente la colonia e passa oltre, portandosi dietro il maggior numero possibile delle Sterne. Rapidissima, l’altra Cornacchia si fionda su uno dei nidi rimasti indifesi e ruba un uovo. Considerando che le Sterne depongo solo due uova, se questo si ripete anche solo ogni paio d’ore, un uovo dopo l’altro, in due o tre giorni l’intera colonia viene spazzata via.
Una buona notizia: della dozzina di Cavalieri d’Italia che sono rimasti alla Cassinazza, tre coppie hanno costruito il loro nido e deposto le uova.
Subito seguita dalla cattiva: ai piedi di due dei nidi di Cicogna giace morto uno dei pulcini. Il lungo periodo di maltempo ha imposto il suo prezzo. Non è una tragedia, ciò che è successo fa parte della logica della natura; le uova schiudono a distanza di tempo l’uno dall’altro e l’ultimo dei nati è più piccolo e debole rispetto ai fratelli di nido. Se tutto va bene, tutti quanti arriveranno all’involo, ma non appena le cose si mettono male il più debole soccombe, riducendo così il numero delle bocche da sfamare e lasciando agli altri maggiori possibilità di sopravvivere. Una strategia comune in molte specie di uccelli.
Le temperature si sono finalmente innalzate e le farfalle sono diventate numerose e molte diversificate, con più di venti specie osservate. Si nota, però, che le specie di piccole dimensioni sono molto poco rappresentate: anche qui, maltempo e pioggia devono aver colpito soprattutto i più delicati.
La Edusa (Pontia edusa), comparsa per la prima volta oggi, di certo non è tra le più colorate, ma non manca di eleganza.

25 Mag 2019

Report del 25 maggio 2019

Rincuorato da un meteo di gran lunga migliore di quanto volessero le previsioni e dal profumo penetrante del Caprifoglio, torno a inforcare gli occhiali rosa e vedo i fatti positivi. La Rondine e il Pigliamosche sono tornati a nidificare in cascina; venti anni fa non avremmo alzato il binocolo per queste due specie, ma poi le cose sono cambiate e da parecchi anni non le avevamo più attorno a noi. Rivederli ora fa davvero piacere. Altrettanta soddisfazione viene dall’avere individuato il nido della Poiana. Da sempre abbiamo sentore che la Poiana abbia il nido da qualche parte, ma non siamo mai riusciti a scoprire dove. A quanto sembra, la Poiana sta tuttora covando le uova. La colonia delle Sterne è in piena attività: delle venti piattaforme messe loro a disposizione, almeno quindici sono ora occupate, anche se ancora non su tutte si vede un uccello in cova. Attorno si aggira una coppia di Gabbiano reale; quale che sia la loro intenzione, di nidificare anch’essi oppure di razziare le uova delle Sterne, dubito che ci riusciranno, perché le Sterne li attaccano di continuo, con accanimento e ferocia. In tutti i quattro nidi di Cicogna ormai si vedono i giovani nati; ancora però non si riesce a contare quanti ce ne siano in ciascun nido. Il Tuffetto, quest’anno, è presente con quattro coppie nidificanti, sparse in posti diversi: un bel progresso rispetto agli anni in cui non ne avevamo nessuno.
La giornata ha regalato anche una bella rarità: un maschio di Fistione turco, tra tutte le anatre quella dai colori più vivaci, che non si vedeva alla Cassinazza da più di nove anni. Anche le farfalle offrono novità. La Vanessa dell’ortica (Aglais urticae), che finora alla Cassinazza è stata niente più che occasionale, quest’anno è diventata una presenza costante e con diversi individui: una colonizzazione riuscita, quindi. E infine, la ricomparsa della più ambita di tutte: il Satyrium pruni. Impegnando tutta la mia pazienza, ne ho osservati alcuni nella chioma di quell’unica pianta che è la loro colonia. Più tardi ne ho avvistato uno anche in un’altra macchia, sempre di Prunus padus, a quasi cento metri di distanza. Segnali che la specie sta bene e forse la colonia si sta allargando.

19 Mag 2019

Report del 19 maggio 2019

In questi miei resoconti riporto quanto di interessante e speciale accade alla Cassinazza: i nuovi arrivi, le nidificazioni, gli avvenimenti insoliti. Insomma: le note positive. Ma il mondo naturale non va in una unica direzione; alti e bassi sono inevitabili. Oggi, sconfortato da una giornata di pioggia continua, scrivo un report in negativo, di quegli eventi che invece non sono avvenuti, delle aspettative che sono andate deluse. A cominciare dai Cavalieri d’Italia i quali, come ho già detto, non si sono lasciati convincere a nidificare alla Cassinazza e per il secondo anno hanno disertato quella che era una colonia numerosa; già sapete che secondo me ne hanno colpa i Cinghiali.
Una grande delusione ce l’hanno data i Marangoni minori: dal giugno scorso hanno preso a frequentare la Cassinazza, diventando residenti con gruppi anche di decine di individui. Tutto lasciava pensare che avrebbero gradito il posto anche per cominciare a nidificarvi. E invece, giunta la primavera sono spariti: ormai dalla fine di marzo non ne vediamo più. Mancata nidificazione sembra essere anche quella del Tarabuso: il suo canto quest’anno, non è mai stato sentito provenire dal fitto del canneto. Altro assente è la Spatola; per anni una coppia di Spatole è stata residente alla Cassinazza, in ogni stagione. Nidificava nella garzaia di Villarasca – vicinissima, basta sorvolare la strada statale – e in piena estate ci presentava i suoi giovani involati. Poi, nel gennaio 2018, abbiamo trovato morto uno dei due adulti, dopodiché l’altro individuo si è disperso, facendosi vedere sempre più di rado. Forse ha trovato un altro partner con cui nidificare, ma quanto pare non più nel nostro territorio. Per non parlare di quelle specie di piccoli uccelli che abbiamo perso del tutto: un tempo alla Cassinazza nidificavano il Torcicollo, il Canapino, l’ Averla piccola, il Saltimpalo. Ormai non compiono altro che sporadiche apparizioni. E che fine hanno fatto i Cardellini che riempivano di nidi i cespugli di Lonicera nel giardino? Ora ne vediamo solo in inverno.
Per restare in tono con questo report tutto in negativo, vi ammorbo con una delle mie foto di insetti sconosciuti e decisamente strani. Ma almeno molto colorati; a questo, di certo non serve mimetizzarsi.

11 Mag 2019

Report del 11 maggio 2019

I pioppi disperdono i loro piccolissimi semi avvolti in un ciuffo di peli bianchi e cotonosi; oggi La Cassinazza era avvolta in una vera e propria nevicata, che ha imbiancato tutto e coperto anche l’acqua delle zone umide, dandogli l’aspetto di una lastra ghiacciata. Siamo quasi alla metà di Maggio e la migrazione ha ancora qualcosa da offrirci: tra i migratori di passaggio oggi, quelli più speciali sono stati il Forapaglie macchiettato e il Falco cuculo; accompagnati dalla Sterpazzola, dalla Averla piccola, dalla Cutrettola, dal Falco pecchiaiolo, dal Rondone maggiore, dal Gruccione e dalla tardiva presenza degli ultimi esemplari rimasti di Piro-piro boschereccio, Pantana, Corriere piccolo, del Luì piccolo. E con la prima osservazione di Tarabusino, Cannaiola verdognola e Pigliamosche, si sono completati i ranghi delle specie estive nidificanti. Alcune Sterne hanno ripreso a frequentare la colonia alla Cassinazza da almeno un mese, ma solo ora sono diventate più numerose e pare che in alcuni nidi abbiano iniziato la cova.
Le condizioni meteo durante la settimana appena finita non sono state certo favorevoli per la presenza degli insetti; molto scarse quindi le farfalle, però si è segnalata la prima comparsa quest’anno della Licena della paludi (Lycaena dispar).
Il vecchio carro agricolo, costruito tutto in legno e ferro battuto, ora è diventato un pezzo da museo; la Cinciallegra vi ha trovato una nicchia dove sistemare il proprio nido

04 Mag 2019

Report del 4 maggio 2019

Nelle fioriture di questo periodo domina il colore bianco: quello del Sambuco, del Pallon di maggio, del Corniolo sanguinello e anche della Robinia, pianta aliena, invasiva e spinosa e quindi malvista, ma dal profumo dolcissimo. Nei prati e al bordo delle strade abbonda la Margherita comune, anch’essa bianca e dall’odore sgradevole, a metà strada tra il marcio e l’ammuffito. L’unica nota di colore è il giallo del Giaggiolo acquatico sulle rive dei fossi. Nelle zone umide si incontrano tantissime nidiate di Germano reale, con anatroccoli da uno a dieci giorni di età, mentre sui nidi delle Cicogne, il comportamento delle madri lascia pensare che le uova si siano schiuse.
Il passaggio del Piro-piro boschereccio è in fase calante, ancora ne sono però presenti quasi un centinaio; lo stesso accade per la Pantana, che quest’anno è stata più numerosa che mai; ora ne rimangono circa venti. Dei piccoli uccelli segnalo solo una certa frequenza del Luì bianco, una specie che in primavera non si può mai dare per scontata, anzi ci sono stati anni nei quali proprio non ne abbiamo visti. L’unico nuovo arrivato durante questa settimana sembra essere la Sgarza ciuffetto.
Alla Cassinazza sono state installate tantissime cassette nido; da molte ora proviene il pigolio dei pulcini che vi vengono allevati, per la maggior parte da Storni, Cinciallegre e Cinciarelle, con qualche covata anche del Picchio rosso maggiore. Per tutte queste specie che nidificano al chiuso, le cavità naturali sono rare e quelle poche vengono occupate dagli aggressivi Storni, come è successo per questa nella fotografia. Ci tengo a precisare che l’immagine è stata ottenuta con una fotocamera azionata da sensori, senza imporre all’uccello il disturbo della presenza del fotografo vicino al nido.

27 Apr 2019

Report del 27 aprile 2019

Il maltempo ha dominato quasi tutta la settimana, andandosene solo per il sabato mattina e lasciandoci un buon influsso di nuovi migratori. Non la si può definire una vera e propria ondata, perché i numeri non sono stati niente di speciale; ci ha permesso comunque di aggiungere molte specie alla lista dell’anno in corso e finalmente si sono presentati anche alcuni passeriformi in migrazione.
Abbiamo subito udito il canto del Rigogolo, l’originale, non la solita imitazione fatta dagli Storni. Poi in rapida sequenza sono apparsi – o si sono fatti sentire – Cannaiola, Luì verde, Luì bianco, Gruccione, Balia nera, Culbianco, Stiaccino, Falco pecchiaiolo, Piovanello pancianera.
I circa 150 Combattenti arrivati la scorsa settimana hanno sostato alla Cassinazza finché è continuato il maltempo, per poi partire quasi tutti tra venerdì e sabato, portandosi via con loro il Piovanello pancianera, sostituito però da quattro Pettegole. Ancora numerosi sono i Piro-piro boschereccio, mentre sono svaniti i Piro-piro culbianco che sono migratori più precoci rispetto ai primi.
Solo a fine giornata mi sono accorto che ancora non avevo visto una sola Alzavola, dopo otto mesi di presenza continua e sempre numerosissima; questo ha dato il via a una meticolosa ricerca della Ultima Alzavola. Senza risultato, però: se ne sono proprio partite tutte; è rimasta invece una ritardataria Marzaiola. Sono presenti non più di quindici Cavalieri d’Italia: a quanto pare per quest’anno non hanno nessuna intenzione di nidificare alla Cassinazza. D’altronde, come si può dare loro torto? Anche questa mattina, un bella fetta di terreno, proprio nel cuore di quella che dovrebbe essere la loro colonia, si presentava scavata e messa sottosopra a opera dei Cinghiali. Sono vicini di casa troppo invadenti per uccelli che depongono le uova a terra, senza nessuna protezione.

20 Apr 2019

Report del 20 aprile 2019

L’onda della migrazione, questa settimana, ci ha portato essenzialmente limicoli. Piro-piro boscherecci, soprattutto, che sono alcune centinaia anche se contarli è davvero difficile, perché non tendono a formare branco, ma piuttosto si sparpagliano singolarmente a cercare cibo un po’ dappertutto. Secondi sono i Combattenti, con 150 individui giunti proprio nella notte tra venerdì e sabato. Poi ancora decine di Pantane. In mezzo a tutto questo formicolio, ho cercato a lungo, e inutilmente, qualcosa di più raro. Di passeriformi migratori, quasi non c’è traccia, solo il Luì piccolo, che canta con entusiasmo anche se poi non nidificherà qui da noi in pianura. Nell’aria si diffondono il profumo dei fiori del Biancospino e i canti di innumerevoli Usignoli, Capinere, Cinciallegre e Usignoli di fiume. I Pettirossi se ne sono andati; non è escluso che ancora non ne compaiano altri, migratori provenienti da sud, ma quelli che hanno svernato da noi sono certamente partiti tutti. Sono comparse le prime libellule dell’anno – le due specie più comuni: Ischnura elegans e Orthetrum albistylum – e le farfalle continuano a mostrare un varietà sorprendente per questa stagione precoce, con ben 18 specie. Il mio interesse per la fauna, ormai lo sapete, spesso divaga anche sui gruppi animali più disparati e misconosciuti. Vi propongo la foto di una pelosissima falena, si chiama Clostera curtula (in inglese viene detta Chocolate Tip). Ricoperta da una fitta pelliccia, dalle zampe alla testa fino alla bizzarra coda piumata e con le antenne a pettine tipiche dei maschi delle falene, vola in Aprile e Maggio

13 Apr 2019

Report del 13 aprile 2019

Nel primo mattino, l’aria della Cassinazza risuonava del suggestivo canto degli Usignoli; sono giunti tutti insieme in questi giorni e tutti insieme si sono messi a cantare. Oltre al loro, gli arrivi anche del Cuculo e del Lodolaio segnano una specie di giro di boa: a partire da ora, una ad una si vedranno anche le specie estive che da noi si fermeranno a nidificare e non più migratori che sono solo di passaggio. Il più evidente tra questi, oggi, era senza dubbio la Pantana: tra quante sostavano nelle zone umide della Cassinazza, uno stormo che ci ha sorvolato e quelle che erano in una risaia già allagata, ne abbiamo contate poco meno di cento; un numero straordinario, per questa specie. Mischiati in mezzo alle Pantane c’erano una ventina di Totani mori e tutt’attorno zampettavano almeno cento Piro-piro boschereccio; si sta invece esaurendo il passo del Piro-piro culbianco. Completavano il cast dei migratori (in ordine alfabetico): Astore, ancora molte decine di Alzavole, Cutrettola, Luì piccolo, Luì grosso, qualche Marzaiola e Mestolone, Nibbio bruno, diverse Poiane, Rondone maggiore, Tordo bottaccio, Voltolino.
Tra le farfalle, da qualche settimana l’Aurora (Anthocharis cardamines) si è mostrata molto più numerosa che in tutti gli anni passati; i maschi, con le loro ali macchiate di arancio, sono inconfondibili. Attivissimi, volano di continuo, si posano di rado e solo per poco tempo; molto vigili, fuggono non appena si tenta di avvicinarli. Difficile da fotografare; in questo caso la bassa temperatura l’ha costretto a fermarsi un minuto, fino a che un’occhiata di sole lo ha di nuovo riscaldato.

06 Apr 2019

Report del 6 aprile 2019

A metà della settimana, è finalmente giunta la pioggia, tanto desiderata quanto necessaria; il terreno era così arido che ha subito assorbito tutta l’acqua, senza formare pozzanghere. La pioggia ha anche infradiciato la fioritura del pado (Prunus padus), che altrimenti sarebbe stata splendida, da guardare e da odorare. Da un altro punto di vista, il maltempo ha costretto alla sosta i migratori e così, sulla coda della perturbazione, abbiamo avuto una ondata di nuovi arrivi. Un vero festival del birdwatching. Una turbinio di Rondini in volo a pelo dell’acqua includeva anche Balestrucci, Topini e le prime Rondini rossicce mai viste alla Cassinazza; in alto, sopra di loro sfrecciavano i Rondoni. Nelle zone umide Piro-piro piccolo, Pettegola, Pantana, costituivano i nuovi arrivi, aggiuntisi ai già presenti Corriere piccolo, Totano moro, Combattente, Piro-piro culbianco e boschereccio, Beccaccino, decine di Pavoncelle e più di 80 Cavalieri d’Italia. Altre  novità di questa settimana sono: il Codirosso, la Ballerina gialla, il Cannareccione, l’Upupa, la Sterna comune, il Falco pescatore. Non una novità, ma fa sempre piacere vedere l’Astore e il Voltolino è sempre un incontro comune; le Cicogne di tutti i quattro nostri nidi sembrano avere iniziato la cova.Tanto quanto i nuovi arrivi, si notano anche quelli che vengono a mancare: le Volpoche,  che erano comparse alla Cassinazza nella prima settimana di dicembre, sono state viste per l’ultima volta il 25 marzo. Fringuelli e Spioncelli, ancora frequenti fino a sabato scorso, oggi non sono stati segnalati.
La Passera mattugia un tempo occupava la totalità delle centinaia di cassette nido installate ovunque alla Cassinazza; ora è ridotta ad alcuni piccoli nuclei che stanno nidificando praticamente solo nelle cascine.