Report settimanali

30 Nov 2019

Report del 30 novembre 2019

Finalmente sono comparsi il Tordo sassello e la Passera scopaiola; per averli abbiamo dovuto attendere che calasse la temperatura. In effetti, finora abbiamo avuto moltissima pioggia, ma il freddo non lo si era ancora visto. Lo dimostra il verde intenso che ancora hanno i prati e le foglie che, alle porte di dicembre, ancora sono sugli alberi; si sono colorate di giallo – fiammeggianti quelle degli aceri – ma in buona parte non sono cadute. Ora si incontrano molti e grandi stormi misti di piccoli uccelli, che si muovono tutti assieme per foraggiare. Sono composti sempre da Cinciarelle, Codibugnoli, Luì piccoli e Cinciallegre; meno frequenti, in proporzione alla loro minore abbondanza, sono il Fiorrancino e la Cincia mora. Un Pellegrino imperversa sopra le zone umide: gridando come un ossesso getta nel panico le centinaia di Pavoncelle, che continuano a volare disperate. Per mettere in fuga i Colombacci, che in totale sono diverse migliaia, ci è voluto un Astore. Un ultimo Airone guardabuoi vigila, solitario, i cavalli liberi nei prati; tutti i suoi altri conspecifici si sono allontananti, come fanno ogni anno quando arriva l’inizio di dicembre.
L’Airone cenerino invece rimane in zona anche nel pieno dell’inverno; esattamente come il Germano reale visto la settimana scorsa, è comune e presente tutto l’anno, ma al contrario di questo finora ha ricevuto ben poche volte l’attenzione del fotografo.
Scritto questo report, me ne andrò in vacanza: dopo anni di continuità, mancherò dalla Cassinazza per un po’. Ci risentiamo verso Natale.

 

23 Nov 2019

Report del 23 novembre 2019

Per tutta questa settimana abbiamo visto ben poco sole; pioggia sì: di quella ne abbiamo avuta tanta. Perciò queste mie note sono basate sulle osservazioni fatte giovedì, unico giorno asciutto della settimana.
Germani reali e Alzavole paiono ulteriormente aumentati, perfino rispetto ai totali già sorprendenti delle scorse settimane. Diciamo che, ad occhio, potrebbero essere 7.000 e 2.000 rispettivamente.
Si mettono in mostra le Cesene, che sono diventate ora numerose e che sono chiassose come sempre. Al contrario, il Tordo sassello non è stato ancora mai visto in questo autunno; altri assenti di rilievo – tra gli svernanti – sembrano essere il Pendolino, il Frosone e la Passera scopaiola. Pare proprio che ci avviamo ad un inverno senza di loro.
Frequenti – perlomeno: un poco più frequenti che non gli scorsi inverni – sono invece diventati il Codirosso spazzacamino e il Saltimpalo; non che se ne incontrino dozzine, ma il primo lo si può vedere su ogni tetto, mentre sulle stoppie del riso si possono trovare anche due o tre Saltimpali assieme. La specie che più delle altre caratterizza quest’anno è però la Cincia mora; la sua presenza è sempre stata irregolare: nello scorso inverno era mancata del tutto, era comparsa nel 2017-18 e prima ancora solo nel 2014-15.
Al tramonto, circa 50 Marangoni minori sono passati in volo alla spicciolata, tutti quanti rivolti nella stessa direzione; evidentemente hanno formato un dormitorio in qualche posto nascosto che ancora non ho individuato. Ma lo scoverò presto.

La foto di oggi è per il Germano reale, di certo le specie più numerosa alla Cassinazza, oggi come in ogni periodo dell’anno, e anche la più fotografata.

16 Nov 2019

Report del 16 novembre 2019

Quasi una intera settimana di maltempo, pioggia, foschia, grigiore.
Il numero delle Alzavole ora è davvero straordinario; quando si sono alzate in volo in un solo stormo fittissimo ho esclamato “wow!!” – seguito da qualche altra parola che non sto a scrivere qui. La stima è di mille e cinquecento Alzavole – ma forse anche duemila. A rendere ancora più vivaci i grandi voli nel cielo contribuivano le Pavoncelle, con il loro numero di almeno seicento; in mezzo allo stormo si mescola un solitario Combattente.
Questa volta la specie poco frequente e che ancora non era stata osservata in questa stagione, è rappresentata dalla Tordela.
Innumerevoli piccoli passeriformi si radunano ogni sera nel canneto della Cassinazza per trascorrervi la notte al riparo; per la maggior parte si tratta di Migliarini di palude. Arrivano anche alcune centinaia di Storni; nulla di paragonabile alle moltitudini che vi si concentravano alcuni anni fa, quel gigantesco dormitorio non si è ripetuto. Uno Storno però è comunque una preda ben più consistente di un Migliarino ed ecco che dietro agli Storni si materializzano i rapaci: gli Sparvieri, il Pellegrino e il Falco di palude, che non è un granché come cacciatore, ma pure lui si tuffa ed emerge con un Storno tra le zampe. E persino la Poiana – che non è attrezzata per catturare uccelli – viene a disturbare il Falco di palude, nel tentativo di soffiargli la preda.

Dalle stoppie del riso si affaccia un Capriolo. Osserva attento, indeciso: fuggire, nascondersi oppure si può restare senza pericolo?

09 Nov 2019

Report del 9 novembre 2019

Questo fine settimana ci ha regalato un intermezzo di sole invernale, tra le piogge cadute abbondantissime nei giorni scorsi e quelle previste che stanno per venire.
I Colombacci solcano il cielo con stormi enormi; uno di questi stormi doveva riunirne molte migliaia – forse anche diecimila – e ci sono voluti minuti perché passasse tutto. Molti sono i Colombacci che sostano alla Cassinazza, posandosi sulle chiome dei pioppi più alti; in mezzo a tanto numero, si sono potute individuare anche alcune Colombelle.
Nelle zone umide, i contingenti delle anatre sembra si siano stabilizzati. Si nota solo un influsso di circa trenta Canapiglie; un buon numero così presto nella stagione lascia presagire ulteriori arrivi più avanti nel mese e quindi un annata notevole per questa specie.
Non ho aggettivi per definire il dormitorio degli Ibis sacri: certamente più di mille esemplari si sono riuniti nella sera, divisi in due foltissimi gruppi. Venti anni fa, quando iniziammo queste osservazioni, se ne potevano incontrare solo individui isolati – e nemmeno tanto di frequente – poi cominciammo a vederne sempre più spesso gruppi di 5-10, che negli ultimi anni sono diventati molte decine e infine centinaia. Ma così tanti assieme come questa sera non ne avevo mai visti!
Tra il fogliame imperversano i Regoli, che quest’anno si sono presentati davvero numerosi; il loro numero oscilla molto tra un inverno e l’altro, in risposta a fattori che non conosciamo. Così piccini, sono attivissimi e non rimangono mai fermi – e neppure zitti – nemmeno per un istante.

02 Nov 2019

Report del 2 novembre 2019

Quest’ultimo periodo è visto il passaggio di perturbazioni che hanno portato forti piogge. Molti uccelli delle foreste del nord Europa hanno attraversato le Alpi per scendere nella nostre pianure.  Ancora tanti Fringuelli, e Peppole che ai Fringuelli si sono associate a formare grandi branchi misti. Un nuovo influsso dei Regoli e le Cince more, che si mescolano con i già presenti e abbondanti Cinciarelle, Luì piccoli, Codibugnoli, e le meno numerose Cinciallegre, e tutti insieme si muovono alla ricerca di cibo.
Il passaggio delle Gru me lo sono perso mentre ero a pranzo e mi è stato riportato da chi invece era ancora in campo.
Nel canneto si è mostrato il primo Tarabuso dell’inverno, ma ciò che più colpisce è il numero delle Alzavole, che probabilmente superano il migliaio, e il grande dormitorio degli Ibis sacri: ne ho contati oltre cinquecento. Questi ultimi, però, li guardo con disappunto perché sono specie alloctona, che si sta espandendo sempre di più e che, come se non bastasse, pare sia anche un predatore di uova e pulcini di altre specie di uccelli.
A proposito di alloctoni, sono sempre in giro i due Cigni neri; anche questa specie – che per la precisione origina dall’Australia – non farebbe parte della nostra fauna ma è stata è stata introdotta in Italia e, a quanto ho saputo, la si può ritenere ormai naturalizzata. Comunque sia, gli dedichiamo una foto.

26 Ott 2019

Report del 26 ottobre 2019

Il fascino della migrazione. Dopo giorni i di maltempo vuoti di uccelli, una mattina all’improvviso i cespugli, le chiome degli alberi, i canneti, la vegetazione tutta, freme di vita. E anche il cielo sopra di noi é pieno di movimenti.
Se si guarda ai numeri, la prevalenza del Luì piccolo e del Fringuello è messa in discussione dalla Cinciarella, che durante la settimana è scesa fino a noi in massa. Non succede tutti gli anni che la Cinciarella arrivi tanto abbondante; in alcuni inverni compie delle vere e proprie invasioni. Alle specie già presenti si sono ora aggiunti il Codirosso spazzacamino, il Saltimpalo, il Pendolino e – numerosissimo – il Migliarino di palude. Nel frattempo il Tordo bottaccio e il Regolo sono passati oltre, lasciandosi dietro solo pochi individui.
Le zone umide non sono da meno: il Germano reale ha raggiunto una concentrazione che probabilmente sarà la più alta dell’inverno; non è possibile contarli, solo stimarli compresi tra i sei e gli ottomila. Anche Alzavole e Pavoncelle sono aumentate rispetto alla settimana passata e ora numerano almeno 800 le prime e 400 le seconde. E con qualche decina di individui sono arrivati anche Mestolone e Canapiglia.
La pioggia ha favorito una rigogliosa crescita di funghi, la gran parte appartenenti ai generi Agaricus e Amanita, entrambe famiglie troppo diversificate perché io possa azzardare una identificazione delle specie; è cosa da lasciare agli specialisti.

La Cinciarella è molto eclettica riguarda la scelta dell’habitat;  frequenta volentieri anche i canneti, dove le sue doti acrobatiche e il becco piccolo ma molto forte le permettono di raggiungere anche gli insetti rintanati all’interno dei fusti delle canne.

19 Ott 2019

Report del 19 ottobre 2019

Il Fringuello e il Luì piccolo sono ancora le due specie protagoniste di questo momento della migrazione. A loro si uniscono la Ballerina bianca, il Lucherino, il Tordo bottaccio, l’Allodola, il Regolo e il Colombaccio, tutte quante ben rappresentate. Molto più scarse sono la Peppola, la Pispola, lo Spioncello, il Fiorrancino e la Colombella.
Tra le anatre, è evidente un ulteriore aumento del numero di Alzavole e si comincia a contare anche qualche esemplare delle altre specie di anatre di superficie: Canapiglia, Fischione, Mestolone.
Le Nitticore risultano assenti dalle nostre osservazioni per la seconda settimana consecutiva: se ne sono partite, anche se qualche individuo isolato potrebbe essere rimasto in zona e magari salterà fuori più avanti nell’inverno.
Pure se non la si può elencare tra le specie selvatiche, la coppia di Cigno nero (Cygnus atratus) – l’ennesima specie esotica che ci arriva da parco zoologico non lontano – merita la citazione, come curiosità e soprattutto perché animali di rara eleganza. E in ogni caso testimonia l’attrattiva che la Cassinazza esercita su tutti gli uccelli acquatici.
Sono arrivati giorni di pioggia e le temperature scendono; ormai non è più tempo per gli insetti. Più di tutti sembrano tollerare il freddo gli imenotteri e gli ortotteri. In questa che probabilmente sarà l’ultima foto dedicata agli insetti per quest’anno, un Calabrone (Vespa crabro: un imenottero, appunto) si sta divorando una cavalletta (probabilmente una Ruspolia nitidula: un ortottero) dopo aver usato il veleno del suo pungiglione per ucciderla.

12 Ott 2019

Report del 12 ottobre 2019

La migrazione dei Fringuelli ci ha raggiunti come una marea: sono davvero abbondanti sia quelli che si sente passare in volo sia quelli che hanno deciso di sostare alla Cassinazza, dove hanno subito scoperto e sfruttato il campo di girasole a perdere, che se continua così verrà esaurito rapidamente. Solo di poco meno numerosi sono i Pettirossi e i Luì piccoli. Anche tutte le cince – Cinciallegra, Cinciarella, Codibugnolo – sono bene evidenti: gli individui residenti sono stati raggiunti, o sostituiti, dai migratori provenienti dai territori del nord Europa. Il Tordo bottaccio è diventato un incontro frequente e i Colombacci formano i primi stormi, che per ora non sono ancora straordinari, ma sono pur sempre composti da centinaia di uccelli. Il minuscolo Regolo e l’altrettanto piccolo – suo congenere – Fiorrancino hanno fatto in contemporanea la loro prima comparsa per il periodo invernale.
Al contrario, ancora una volta questa settimana non si vede nessuna variazione nei contingenti degli uccelli acquatici, sia anatre che limicoli; solo la comparsa di un isolato individuo di Fischione, il primo della sua specie per quest’inverno.

I Cormorani alla Cassinazza sono presenti durante tutto l’anno; con la fine della bella stagione, il loro numero aumenta di molto; non si può sapere se per l’arrivo di migratori o semplicemente perché ritornano quelli che se ne erano andati a nidificare nelle colonie non molto distanti. Da ora in poi, sarà normale vedere anche fino un centinaio di Cormorani che pescano e riposano alla Cassinazza.

05 Ott 2019

Report del 05 ottobre 2019

L’influsso di nuova aria fredda ha portato con sé una ondata di migratori.
L’aria del primo mattino alla Cassinazza era viva di suoni e movimenti. I richiami del Luì piccolo e del Pettirosso provenivano da ogni parte; alti nel cielo si sentivano passare i Fringuelli. Più silenzioso, ma comunque numeroso, era il Tordo bottaccio.
Ben più vocifero è l’Usignolo di fiume, una specie che in genere non migra e quindi viene falcidiata durante gli inverni gelidi; quest’anno sembra essere in un periodo di picco, tornato abbondante come lo era anni fa.
Gli altri migratori presenti oggi comprendevano Balia nera, Prispolone, Lucherino, la prima comparsa stagionale di Scricciolo, Spioncello, Cincia mora e Frosone (per questi ultimi due si tratta per la prima osservazione nell’anno).
Invece nulla sembra essere cambiato tra gli uccelli acquatici, a parte l’arrivo di alcuni Piovanelli pancianera.
Nell’ultimo mese, il Beccaccino è stato sempre il più numeroso dei limicoli presenti alla Cassinazza. Di fronte a un  possibile pericolo, ad esempio un umano che si avvicina, di solito i Beccaccini prendono il volo già da grande distanza; alcuni di loro però reagiscono acquattandosi e si “congelano” sul posto, rimanendo immobili nella speranza di non essere notati. Fino all’ultimo momento, quando poi esplodono in volo da pochi passi di distanza.

28 Set 2019

Report del 28 settembre 2019

La migrazione è praticamente ancora ferma, anche questa settimana. Di norma, il mese di settembre è pieno di movimenti degli uccelli e di divertimento per i birdwatcher; questo mese che ora si sta concludendo, invece, è stato uno dei più noiosi. Gli scarsi migratori che si possono incontrare ora sono quelli – Balia nera, Luì grosso, Codirosso – che vengono definiti “trans-sahariani”, cioè che faranno il viaggio più lungo e che di solito caratterizzano l’inizio della migrazione, nel mese di agosto. Tutto il resto sembra essere ancora molto fermo e in ritardo.
Non che siano mancati gli uccelli da guardare: le anatre – i Germani reali e le Alzavole – sono praticamente raddoppiate di numero nel corso di questa settimana: quattro o cinquemila i primi e  almeno quattrocento le seconde. Tutto ciò, unito a duecentocinquanta Ibis sacri e un paio di centinaia di aironi di cinque specie diverse, faceva comunque un gran bel vedere. E anche sette Cicogne bianche, che sono quasi di certo individui di passaggio in migrazione, e non quelle che hanno nidificato in zona.
In questo periodo dell’anno capita di incontrare individui di Coniglio selvatico in uno stato pietoso: con gli occhi gonfi e chiusi, ormai completamente ciechi. Sono destinati a morire presto, o di stenti perché non riescono più ad alimentarsi, oppure di predazione quando li troverà una Volpe. Sono gli effetti della mixomatosi, la malattia trasmessa dalle zanzare che ormai da decenni sta decimando i Conigli selvatici in tutta l’Europa. Quello qui fotografato, per sua fortuna, sembra essere perfettamente sano.