Report settimanali

28 Ago 2020

Ci siamo. Finalmente la migrazione si è messa in moto. Nel canneto della Cassinazza, che fino a pochi giorni fa pareva senza vita, ora le cime delle canne vibrano del movimento di molti piccoli uccelli; ma le canne sono fittissime e nulla si vede. Per vedere qualcosa c’è un modo solo: il play-back, cioè far suonare i canti registrati delle varie specie e attirare gli uccelli allo scoperto. E così, nello stesso ordine alfabetico con cui i file sono archiviati nello smart-phone (meraviglia delle tecnologia!), ecco che dalle canne sbuca per prima la faccia pallida del Beccafico, poi la pancia gialla e le ali grigie del Canapino maggiore, la Cannaiola e al Cannaiola verdognola non fanno notizia – perché nel canneto hanno nidificato – quindi compare il sopracciglio chiaro del Forapaglie, giunge il grugnito del Porciglione e da ultimo viene l’Usignolo di fiume, ma questo non c’è stato bisogno di richiamarlo: curioso com’è è stato attirato dal trambusto. Tra i cespugli ho pure sentito il richiamo del Luì piccolo. L’afa del pomeriggio è stata colorata da un gruppo di Gruccioni.
Ho incontrato anche una specie nuova per la Cassinazza: il Saettone, serpe arboricola che caccia i piccoli uccelli. Lungo, snello, elegantissimo, saliva i rami di un cespuglio con agilità e grazia. Anche lui è un importante segno della progressiva maturazione degli ambienti di bosco della Cassinazza.
Dalla frequenza con cui lo si incontra, di passo in questo momento sembra essere anche il Pigliamosche, che ha lo stesso nome in tutte le lingue: Flycatcher, Gobemouche, Grauschnäpper, Papamoscas, fino al latino Muscicapa. E se ne capisce bene il motivo.

 

01 Ago 2020

Report del 1 Agosto 2020

Nei giorni appena trascorsi il caldo è diventato insopportabile e il birdwatching è possibile solo nelle prime ore del mattino.
Le giovani Sterne che per prime hanno preso il volo si sono subito allontanate, assieme ai loro genitori: hanno fretta, li aspetta un lungo viaggio. Lo percorreranno gradualmente e con molte tappe, ma è pur sempre una delle migrazioni più lunghe del mondo animale. Sui nidi restano ancora diversi pulcini delle covate più tardive, che devono completare il loro sviluppo.
Tra le poche altre specie che ancora sono impegnate con i loro nidi e pulcini ci sono le Gallinelle d’acqua, con alcune covate che si stanno schiudendo proprio in questi giorni. E poi il Lodolaio – come ho già detto – che aspetta Luglio e Agosto per avere prede in gran numero tra i piccoli uccelli, i nuovi nati e i migratori, e non solo: proprio in questo periodo trova a sua disposizione anche una enorme abbondanza di libellule. Si intravedono i primi movimenti; anche se, per la verità, un Pigliamosche e una Balia nera non costituiscono una migrazione. Sono comunque un piccolo segnale anticipatore.
Per completare le foto del trittico dei tre aironi più comuni, questo Airone cenerino, immerso nel mare verde della risaia, ha catturato quello che sembra un grosso girino di rana e se lo è poi inghiottito subito dopo lo scatto.

25 Lug 2020

Report del 25 luglio 2020

Il mese di luglio ha sempre segnato l’inizio della migrazione di ritorno dei limicoli, con la comparsa abituale di Combattente, Piro-piro boschereccio e culbianco, Pantana e Totano moro. E spesso anche di qualche chicca più rara. Quest’anno sembra che tutto questo sia in ritardo: siamo ormai alla fine del mese e finora la presenza dei migratori di passaggio è stata minima, spesso con individui singoli e solo brevemente. Il segno della migrazione avviata sono altre assenze a darlo: questo fine settimana, per la prima volta non ho incontrato Usignoli né Cuculi, né visto Rondoni in cielo: hanno già iniziato ad abbandonare le zone di nidificazione.
Da un paio di settimane, anche il dormitorio degli Storni non si è più ripresentato; era formato in grandissima parte dai giovani nati in primavera, con pochi adulti. Se le cose vanno come di solito, all’inizio del’autunno gli Storni torneranno innumerevoli a trascorrere la notte alla Cassinazza; questa volta si tratterà di individui migratori che provengono da altrove. E, al contrario dei giovani alle prime armi, saranno ormai esperti nella tecnica di volo e ci stupiranno con le loro evoluzioni sincronizzate. La Nitticora è anch’essa una presenza abituale alla Cassinazza, però nei periodi invernali – da  Novembre fino alla metà di Marzo – lascia del tutto le nostre regioni. E’ attiva soprattutto la notte e a questo deve i suoi nomi, anche quello scientifico di Nycticorax che significa “corvo della notte”.

18 Lug 2020

Report del 18 luglio 2020

Non si sentono più uccelli cantare. Solo, ma di rado, qualche Rigogolo svogliato e, ancora più raramente, un Cuculo, che ormai non ha più nidi da invadere e richiama quasi solo per abitudine. L’unico a nidificare in questo periodo è il Lodolaio, che aspetta fino a luglio in modo da avere a disposizione come prede tutti i giovani nati dei piccoli uccelli, sprovveduti e facili da catturare. Le Sterne mi stanno dando soddisfazione: dopo 22 giorni di incubazione delle uova e 25 giorni di allevamento dei pulcini, ho potuto osservare l’involo dei primi nuovi nati – e sopravvissuti – di quest’anno. A dare ulteriore soddisfazione, presso la colonia delle Sterne comuni hanno fatto una breve apparizione due specie loro cugine: Fraticello e una Sterna maggiore; la prima era comparsa alla Cassinazza solo tre volte in precedenza; la seconda rappresenta la prima osservazione di sempre. Le libellule, abbondanti, sono rappresentate però quasi solo dal Sympetrum fonscolombii, una specie comune che si riproduce nelle risaie. Anche le farfalle sono molto numerose, e con una molto maggiore ricchezza: ne abbiamo osservate fino a 27 specie.
La Garzetta è una delle specie sempre presenti alla Cassinazza; le stagioni ne influenzano l’abbondanza, fino a lasciarne pochi soli individui nei mesi più freddi. Ciò nonostante finora è comparsa poche volte nelle nostre fotografie: così bianca candida rappresenta un soggetto sempre difficile da ritrarre, in qualunque condizione di luce.

 

11 Lug 2020

Report del 11 luglio

Ormai siamo nel pieno dell’estate, anche se in  verità il caldo non è ancora soffocante; in questo periodo il mondo animale offre ben pochi avvenimenti. I Germani reali stanno compiendo la muta del piumaggio, che per alcuni è così completa che non sono in grado di volare; un momento molto delicato per loro. Il Pigliamosche ha iniziato la sua seconda covata, sempre sotto lo stesso portico, solo pochi metri più in là; la Rondine, invece, anche se viene sempre a dormire sopra la porta di casa, non sembra avere intenzione di fare un secondo nido.
Nel mondo degli insetti sta invece avvenendo qualcosa che si deve raccontare. Un pericoloso alieno ha raggiunto la Cassinazza: il coleottero Popilia japonica, che è sbarcato anni fa da un cargo all’aeroporto di Milano Malpensa e, da allora, si è diffuso prima nei dintorni dell’aeroporto stesso per poi allargarsi sempre più. Un invasore molto vorace, molto prolifico e molto temuto; ha già procurato danni alle colture e la Regione Lombardia si sta impegnando in un esteso programma di controllo. Alla Cassinazza la scorsa estate ne ho visto uno solo; quest’anno in giugno ne trovavo parecchi e ora, in luglio, sono diventati moltitudini. Si adattano a tutte le piante, ma qui sembrano preferire soprattutto le foglie di Salix capraea. Quanto possano diventare numerosi e come riducano le foglie del salice, lo si può ben vedere.

04 Lug 2020

Report del 4 luglio 2020

Durante la settimana hanno preso il volo le giovani Cicogne, nove in tutto, nate nei tre nidi di quest’anno; un nido in meno rispetto all’anno scorso. Proprio negli stessi giorni, purtroppo, uno degli adulti – il capostipite, quello che per primo era comparso in zona  già nel 2010 – è stato trovato morto, in apparenza per cause del tutto naturali. Questo patriarca, nel corso di dieci anni, ha nidificato portando all’involo ben 23 suoi figli. Hanno iniziato a schiudere le uova delle Sterne; affermo con orgoglio che di questa deposizione non è stato predato neppure un uovo. Ora però, ce la dobbiamo vedere con la fragile sopravvivenza dei delicati pulcini. Una sorpresa me l’ha procurata il Falco di palude, che per quest’anno avevo ormai dato come non più nidificante alla Cassinazza; invece una coppia dal comportamento estremamente sfuggente sta portando avanti il suo nido, posizionato nel punto più inaccessibile e difficile da osservare che si possa trovare.
Dopo un periodo di scarsità, le farfalle cominciano a farsi frequenti; in particolare si fa notare la seconda generazione stagionale della Lycaena dispar. Ma la foto che voglio mostrarvi è di una falena, che rappresenta un vero capolavoro di mimetismo: quando è posata riproduce alla perfezione un piccolo ramo rotto – di legno di pioppo bianco, per la precisione – con le scaglie di corteccia e persino gli anelli di crescita. Se non si fosse mossa, aveva ingannato anche me; si chiama Phalera bucephala.

27 Giu 2020

Report del 27 giugno 2020

L’estate ci è piombata addosso nel giro di pochi giorni. Adesso, passate le prime ore della mattina, nel gran caldo regnano il silenzio e la calma più completa.
Senza più i canti che permettono di identificare le specie, per capire chi sta nidificando alla Cassinazza bisogna prestare attenzione ai comportamenti. La Cannaiola verdognola insegue con gran furore il Cuculo, che evidentemente ha sorpreso ad armeggiare attorno al suo nido. Un Porciglione – che per suo solito resta sempre ben nascosto – mi cammina davanti allo scoperto, richiama forte, fa di tutto per attirare la mia attenzione: vuole indurmi a seguirlo e portarmi lontano dai suoi piccoli. La conferma definitiva, che ancora ci mancava, del fatto che anche questa specie si riproduce alla Cassinazza.
Insieme ai segnali della stagione di nidificazione in corso, l’arrivo di altre Alzavole e Piro-piro culbianco, delle prime Marzaiole e di un Luì verde in grande anticipo ci avvisano che anche la migrazione di ritorno ha già imboccato la sua strada.
Il Cormorano alla Cassinazza è presente in ogni periodo dell’anno, ma non vi si riproduce; la colonia più vicina che io conosca si trova però a non più di 20 chilometri. I Cormorani nidificano presto nella stagione e già da settimane i giovani nati hanno cominciato a frequentare la Cassinazza. Più chiara di qualsiasi spiegazione, la foto dimostra che non è difficile distinguere i giovani dagli adulti.

20 Giu 2020

Report del 20 giugno

Il procedere della stagione è segnalato dalla ricomparsa di piccoli gruppi di Alzavole e di Piro-piro culbianco: è già tempo di ritornare. Una bella notizia di questa settimana è venuta controllando i nidi delle Cicogne: in uno di questi avevo contato due soli giovani nati, mentre invece ora risultano essere in quattro; evidentemente la volta scorsa non erano ancora tutti visibili dal basso. Quindi quest’anno  abbiamo nove giovani Cicogne dai tre nidi che sono attivi. E una notizia ancora migliore riguarda le Sterne. Sulla loro seconda deposizione ho personalmente vigilato con la tenacia e la gelosia di una chioccia verso i suoi pulcini e, in questo momento, ci sono 7 nidi in cova, per un totale di 17 uova, deposte all’inizio del mese e irraggiungibili dalle Cornacchie. Mi attendo quindi le prime schiuse nei prossimi giorni. E ora che si sentono al sicuro, le Sterne bullizzano qualunque cosa entri nel loro orizzonte: il povero Cormorano intento a pescare viene attaccato ogni volta che osa far riemergere anche solo la testa. Sono diventate aggressive anche verso di me, quando mi avvicino per i controlli. Ingrate. Tra i nuovi nati di questo periodo, ci sono i piccoli del Tarabusino: ancora ben lontani dall’essere in grado di volare, già si avventurano fuori dal nido e si arrampicano sulle canne e i cespugli. Escono fuori per prendere un poco di sole; poi si accorgono che li sto osservando e si rituffano dove è più fitto.
C’è una specie che si riproduce alla Cassinazza, anche se non si può esattamente dire nidificante: è il Cuculo, che approfitta dei nidi altrui. Canta e osserva i movimenti dei piccoli uccelli da un posatoio elevato, di solito la cima degli alberi, ma anche un cavo elettrico può fare al caso.

13 Giu 2020

Report del 13 giugno

Il Pigliamosche ha costruito il suo nido su di una sporgenza del muro. Poco distante, una Civetta ha trovato casa in una cavità del sottotetto. I rapporti di vicinato sono tesi: ogni volta che una Civetta si mostra i due Pigliamosche, anche se sono molto più piccini di lei, le si lanciano contro furiosi, fino a metterla in fuga.
Da più di un mese alla Cassinazza si è formato un dormitorio di Storni, che diventa ogni giorno più affollato mano a mano che vi si raccolgono i giovani da poco involati; il loro numero sta diventando impressionante: sono migliaia, decine e decine di migliaia. Diverse volte, in mezzo a queste torme, ho cercato di individuare almeno una di quelle rarità – gli Storni rosei –  che nelle ultime settimane sono state avvistate qui e là nella regione. Senza successo, inutile dirlo.
La stagione procede e ora sono usciti dai nidi i pulcini delle Gallinelle d’acqua, che normalmente nidificano circa un mese dopo rispetto alle Folaghe con le quali condividono lo stesso ambiente.
Hanno preso il volo anche i nuovi nati della Passera mattugia e finalmente sembra che per questa specie sia iniziato un timido recupero, dopo alcuni anni di calo continuo della popolazione.

06 Giu 2020

Report del 6 giugno 2020

La vita che si svolge all’interno del canneto resta quasi tutta nascosta ai nostri occhi, in particolare durante il periodo della nidificazione quando gli uccelli che vi vivono – già molto elusivi per natura – diventano ancora più cauti. Per poterla cogliere bisogna aprire le orecchie e riconoscere i diversi canti e richiami.
Il canto più frequente è senza dubbio quello della Cannaiola verdognola; si sentono invece solo pochi individui di Cannaiola e Cannareccione, per i quali l’ambiente alla Cassinazza è meno adatto. Comune è anche il canto potente dell’Usignolo di fiume, che si è completamente ripreso dal tracollo che – per causa di inverni troppo freddi e prolungati – lo aveva portato ad essere quasi estinto alla Cassinazza negli anni 2009 e 2010.
Il Porciglione è il più sfuggente tra tutti; mentre in inverno è rumoroso e si lascia spesso vedere ora, se non fosse per qualche raro suono dei suoi, non si avrebbe traccia della sua presenza come nidificante.
Il Tarabusino, oltre a farsi sentire con i suoi richiami simili all’abbaiare di un cane, ogni tanto si lascia anche vedere mentre svolazza sopra le canne; in via del tutto eccezionale  può anche capitare che si posi all’aperto il tempo sufficiente per una fotografia.