Report settimanali

30 Mag 2020

Report del 30 maggio 2020

A questo punto le giovani Cicogne sono abbastanza cresciute da mettersi dritte in piedi sul nido e le si può vedere dal basso. Nei tre nidi che sono attivi quest’anno ci sono almeno sette piccoli. Ci vorranno comunque ancora parecchie settimane prima che possano prendere il volo. Invece hanno già preso il volo i giovani di Airone cenerino e Nitticora che dalla garzaia dove sono nati, situata a non più di un paio di chilometri, si trasferiscono alla Cassinazza in cerca di cibo.
La piccola colonia delle Sterne comuni ha avuto dei problemi, tanto per cambiare: la prima deposizione delle uova è stata tutta predata dalle Cornacchie. Le Sterne sono in grado di deporre una seconda covata senza problemi ed è esattamente questo che stanno facendo. Oggi vi erano già tre nidi con uova e, a questo punto, abbiamo deciso di intervenire noi umani con una decisa strategia anti-predazione. Vedremo chi la spunta, quest’anno. Tra l’altro, restando lungo tempo a controllare le Sterne, abbiamo potuto assistere all’arrivo di una mezza dozzina di Mignattini piombati, specie che alla Cassinazza non compariva da almeno quattro anni. Nelle cassette-nido si è stabilita anche qualche coppia di Picchio rosso maggiore. Il Picchio rosso è perfettamente attrezzato per scavarsi da sé la cavità del suo nido, tanto nel legno morto quanto in quello vivo, ma se può trovare il lavoro già fatto è ben contento di risparmiarsi il lavoro.

 

16 Mag 2020

Report del 16 maggio 2020

Il meteo è stato perturbato durante tutta la settimana. Il vento e l’aria carica di pioggia hanno impedito di volare in alto alle enormi sciamature di moscerini – tecnicamente si chiamano chironomidi – che a loro volta hanno attirato centinaia di Rondini, Balestrucci e Topini a cacciare a pochi metri da terra. In coda all’ennesimo scroscio di pioggia, una massa di Rondoni ha formato in cielo una “palla” tanto fitta e numerosa che sembrava uno sciame di api.
Ora la migrazione di primavera è davvero terminata e al centro dell’attenzione sono solo gli uccelli nidificanti. I tre nidi di Cicogna bianca contengono pulcini di quattro/cinque settimane di età; dovrebbero essere già abbastanza cresciuti da aver superato senza danni la terribile nottata di nubifragio che si è abbattuta nella notte tra giovedì e venerdì.
La piccola colonia di Sterne comuni è indaffarata tra corteggiamenti e accoppiamenti; un paio di coppie sembrano già avere deposto le uova.  Anche i Lodolai si accoppiano, dopo avere attirato l’attenzione di tutti gridando come pazzi. Spudorati.
Girando qua e là ho trovato nidi attivi di Colombaccio, Picchio rosso e Picchio verde, Merlo, Folaga, Cinciallegra e Storno; questi ultimi due tutti all’interno delle cassette nido. Molte altre sono le specie che stanno dichiarando col loro canto l’intenzione di nidificare. La Sgarza ciuffetto alla Cassinazza è ospite regolare in estate, ma non è certo numerosa; ha catturato un pesciolino e pare gonfia di orgoglio e vanità per la riuscita dell’impresa

09 Mag 2020

Report del 9 maggio 2020

E’ finita. La quarantena, questa lunga serie di giorni di tempo fermo, che pareva non finire mai, si è finalmente conclusa. E purtroppo non è andato tutto bene. Neppure per noi della Cassinazza: un vecchio amico e collega ci è stato portato via.
Nel frattempo si sono succedute le fioriture, gli uccelli migratori sono arrivati, poi sono ripartiti, mentre alcuni si sono fermati, gli alberi hanno messo le foglie e sono apparse farfalle, api e tutti gli insetti. Ho lasciato la Cassinazza quando era inverno e ora vi ritorno trovando praticamente l’estate; tutto ciò che è passato nel mezzo me lo sono perso. Una intera stagione è trascorsa, durante la quale la natura è appartenuta unicamente a se stessa. La migrazione è ormai giunta praticamente alla fine. Dei limicoli rimangono pochissimi individui di Combattente, Corriere piccolo, Pantana e solo il Piro-piro boschereccio è in doppia cifra, con circa 30-40 esemplari. Dei passeriformi, con fatica sono riusciti a scovare gli ultimi Luì grosso, Luì bianco, Codirosso. Il tempo è quello giusto solo per il passo dei Falchi pecchiaioli, che infatti si fanno vedere di frequente.
La gran parte delle specie presenti si appresta ormai a nidificare. E c’è anche già ha già portato a termine il compito: sono i Codibugnoli e  le femmine del Germano reale, che  hanno portato i loro piccoli fuori dal nido.  Solo i Cavalieri d’Italia, purtroppo, sembrano non avere intenzione, neppure quest’anno, di nidificare alla Cassinazza.
Le farfalle, dopo un periodo in Aprile nel quale – mi si dice – erano ben numerose, ora paiono decisamente scarse. Si mette in evidenza la sola Lycaena dispar; il maschio di questa specie è una fiamma di colore nel verde dell’erba.

07 Mar 2020

Report del 07 marzo 2020

Durante la settimana, una forte perturbazione ha portato basse temperature e pioggia da noi, che è stata neve già sulle prime alture attorno alla pianura. Questo non ha però fermato la migrazione. Una buona parte dei Migliarini di palude se ne è ripartita e ora il canneto appare molto più tranquillo, mentre intanto le siepi sono ravvivate da moltissimi Luì piccoli e Cinciarelle e un campo allagato dalla pioggia la mattina era punteggiato di Pispole e Ballerine bianche. Tra gli uccelli acquatici sono arrivati circa 20 Mestoloni e sono comparsi per la prima volta nell’anno la Marzaiola – un maschio – due Cavalieri d’Italia, il Totano moro e una Volpoca. Numerose Poiane – fino ad una dozzina tutte assieme in un unico stormo –  prendevano quota nelle correnti ascensionali e poi scivolano via, tutte in direzione Nord-Est. Una nuvola di Storni, pure loro diretti verso Nord, mi ha ricordato che questa specie, che noi siamo abituati a vedere per tutto l’anno, è anch’essa migratrice: gli Storni del Nord Europa si spostano in inverno nell’area mediterranea e ora stanno tornando indietro. Le prime ore del mattino risuonano di canti; e non sono solo gli uccelli che stanno per nidificare qui da noi: la Cinciallegra, la Capinera, tutte le tre specie di picchio, l’Usignolo di fiume (ma questo canta tutto l’anno). Anche quelli di passo, presi dall’urgenza della riproduzione si fanno sentire forte: lo Scricciolo, il Regolo, il Luì piccolo, il Pettirosso, il Fringuello, persino il Codirosso spazzacamino e, ancora più inatteso, il canto potente della Tordela. E dal canneto è risuonato il tonante richiamo del Tarabuso; speriamo che lui si fermi a nidificare alla Cassinazza.
Le tantissime Cinciarelle si concentrano sui salici in fiore, dove trovano una fonte di cibo ricca di zuccheri, con la quale possono fare rifornimento di energia.

29 Feb 2020

Report settimanale del 29 febbraio 2020

In questo periodo, periodo di migrazione, si può vedere come di giorno in giorno vanno cambiando le presenze delle diverse specie di uccelli e che quelli che sono qui oggi, domani potrebbero già essersene andati altrove.
Ad esempio, le Pavoncelle, numerosissime sabato scorso, a metà settimana se ne erano andate tutte, e con loro i Beccaccini, così come sono quasi spariti del tutto lo Spioncello, la Pispola e le Cesene; e poi continua a calare il numero delle Alzavole. Nel frattempo, è arrivato abbondante il Luì piccolo e, dall’interno del canneto, si sentono i deboli richiami di contatto delle Schiribille. Le date sono quelle giuste per l’arrivo dei più precoci tra i limicoli in migrazione. Se non è accaduto questa settimana, mi aspetto che già dalla prossima si possano vedere il Combattente, il Totano moro e il primo influsso di Piro-piro culbianco. Nel corso della settimana, sono stati ben rappresentati gli uccelli rapaci: ancora si sono visti dei Nibbi reali, questa volta tre individui, e un Astore, assieme agli immancabili – in questa stagione – Falco pellegrino, Falco di palude, Sparviere, Gheppio, Poiana.
I rapaci, da tempi lontani, hanno ispirato un senso di ammirazione e rispetto, tanto che sono spesso stati usati come l’immagine simbolo del potere di imperi e di sovrani, negli stemmi di antiche casate nobiliari e ancora oggi compaiono nella bandiera di alcuni stati. Questa Poiana sembra sapere tutto ciò e ha assunto la più classica posa araldica.

22 Feb 2020

Report settimanale del 22 febbraio 2020

Le fioriture dell’Ontano e del Pioppo bianco stanno per esaurirsi; presto verranno sostituiti dal Corniolo e dai salici. Le gemme di questi ultimi già vengono ispezionate dai Codibugnoli e dai Pendolini. All’ombra delle siepi sono fioriti, tra i molti altri, il Leucojum vernum e la Pulmonaria officinalis. Nella nottata serena tra il venerdì e il sabato, almeno la metà delle Alzavole presenti alla Cassinazza se ne sono partite: ne rimangono comunque quasi cinquecento. Il posto da loro lasciato vuoto è stato occupato dalle Pavoncelle, arrivate all’incirca nello stesso numero, assieme ad alcune dozzine di Beccaccini, un pugno di Mestoloni – tutti quanti maschi, che sono i primi a migrare verso i territori di nidificazione – e il primo Piro-piro piccolo della stagione. Anche le Cesene, dopo due settimane durante le quali sono state sempre abbondanti, in gran parte hanno deciso fosse arrivato il momento di ripartire. Nella colonna di aria calda, che si alzava riscaldata dal sole, molte Poiane roteavano per guadagnare quota e poi scivolare via. Pure loro in migrazione. Un canto per noi nuovo è quello del Migliarino di palude: questa specie non ha mai (finora) nidificato alla Cassinazza, ma i maschi sentono già forte l’istinto alla riproduzione, che presto li guiderà verso i loro territori. Infine, sono brevemente comparsi due Nibbi reali, forse gli stessi individui già visti circa tre settimane fa.
Tra gli ospiti invernali della Cassinazza, il Tarabuso: uno dei più scarsi – negli anni migliori tre/quattro individui al massimo – e di certo il più ricercato, perché elusivo e difficile da osservare.  Alcune volte ha anche nidificato – mai visto, ne sentivamo solo il possente richiamo – ma da un paio di anni non si è più ripetuto; la mia idea, per quello che vale, è che ciò sia per colpa del disturbo creato dai Cinghiali, che di abitudine si rifugiano nel canneto, vagando qua e là e calpestando tutto.

15 Feb 2020

Report del 15 febbraio 2020

Decisamente, stiamo vivendo una primavera anticipata. Nei prati occhieggiano i primi fiori di campo e sulle cime più alte dei Pioppi bianchi già si sono aperte le gemme dei fiori. Questa nuova risorsa alimentare attira frotte di Fringuelli e Peppole e non è sfuggita neppure a Lucherini, Cinciallegre, Cinciarelle e qualche Frosone. La coppia di Cicogna bianca che nidifica alla Cassinazza è ritornata al proprio nido, con grandi cerimonie di saluto e di possesso del territorio. I Germani reali ormai pensano alla nidificazione, molti sono già accoppiati e si sono dispersi nelle campagne; il loro numero alla Cassinazza è molto calato. Al contrario, sono aumentate le Alzavole, probabilmente per l’arrivo di nuovi individui che si stanno spostando in migrazione; ora superano il migliaio e per una volta sono più numerose dei Germani.
Continua il passaggio delle Cesene, con gruppi anche di molte decine di individui.
Questa fase iniziale della migrazione ha offerto il suo migliore spettacolo quando è passato un grande stormo di Gru, come minimo 200 individui e forse ben di più: una lunghissima formazione allineata che occupava una buona parte del cielo, diretta verso Nord-Est. Solo un mese le vedemmo passare nella direzione opposta e ora se ne stanno già ritornando.

07 Feb 2020

Report del 7 febbraio 2020

Continua questa lunga serie di giornate primaverili; inoltre, le ore di luce sono aumentate sensibilmente. Le Cinciallegre entusiaste cantano il loro canto di primavera, i picchi tambureggiano e le Tortore dal collare, che non sanno vivere lontano dalle abitazioni dell’uomo, sui tetti delle cascine si impegnano nel loro buffo rituale di corteggiamento.
Si può notare anche qualche cambiamento tra i contingenti degli uccelli. Le anatre sono di molto diminuite in numero: più che di un vero movimento potrebbe essere un semplice effetto della chiusura della stagione della caccia, cosa che ora permette loro di restarsene tranquille anche altrove.
E’ invece possibile che le tantissime Cesene arrivate questa settimana costituiscano davvero un primo movimento migratorio.
Interessante l’osservazione oggi di una Moretta – una femmina – presente sul lago; alla Cassinazza non ci sono acque veramente profonde e l’arrivo di un’anatra tuffatrice rappresenta sempre una eccezione.
Il Pettirosso è un’altra delle specie che caratterizzano la stagione invernale, e anche un poco di più del solo inverno, visto che arriva all’inizio dell’autunno e rimane con noi fino a primavera inoltrata.

01 Feb 2020

Report del 1 febbraio 2020

Il sabato è stato nebbioso e piovoso e non ci ha dato occasione di buone osservazioni.
Nel corso della settimana, però, in una giornata limpidissima è stata fatta una piacevole escursione assieme agli studenti di Scienze Naturali dell’Università di Milano, durante la quale abbiamo avuto modo di fare almeno tre osservazioni interessanti: i Frosoni – che non rappresentano una rarità, ma quest’inverno sono stati finora particolarmente scarsi, tanto che questa è la prima volta che li vediamo nel 2020 – poi un Cigno reale, non una sorpresa dato che tre individui erano già stati presenti il sabato precedente, e infine due Nibbi reali, questi invece davvero inattesi, visto che la specie è molto infrequente nella nostra zona.
A parte questi, tutte le altre presenze sono rimaste invariate rispetto alle settimane scorse e anche rispetto ai censimenti degli acquatici svernanti, inclusi il Tarabuso, diversi Falchi di palude, Sparvieri, il Pellegrino, il Gheppio e almeno un paio di centinaia di Pavoncelle. Tra i piccoli uccelli, l’unico cambiamento è l’apparente assenza del Fiorrancino, che non si fa trovare da almeno due settimane.
Il Migliarino di palude è anch’esso una delle specie più tipiche del periodo invernale; diversamente dalle Peppole che abbiamo visto la scorsa settimana, i Migliarini arrivano ogni inverno invariabilmente in grandi numeri, probabilmente attirati alla Cassinazza dal vasto canneto che offre loro un posto sicuro e riparato dove passare la notte.

25 Gen 2020

Report del 25 gennaio 2020

A parte proprio il giorno di sabato, che è stato grigio e piovoso, il cielo limpido per tutta la durata della settimana ha prodotto nottate di gelo e giornate di sole luminoso. Il cui tepore  ha accompagnato la fioritura del Nocciolo, in assoluto la prima pianta a mostrarci i suoi fiori all’inizio di ogni anno. Il ghiaccio delle mattine si scioglieva ogni pomeriggio e le anatre si spostavano di conseguenza, andando a cercare l’acqua dove non era gelata. In un periodo nel quale ci si attende che le presenze degli uccelli siano cristallizzate, la settimana ci ha comunque regalato motivi di interesse. Ancora un fortunato incontro con la Beccaccia, che non è mai facile da osservare ma non rappresenta una sorpresa, avendola già incrociata sabato scorso. Più inaspettata la Tordela, che in passato mai era stata osservata alla Cassinazza durante il mese di Gennaio. Del tutto inattesi, tre Cigni reali, tutti adulti, che navigavano maestosi sul lago e che si sono dimostrati anche molto diffidenti e pronti a prendere il volo. Tutte le altre osservazioni sono state quelle più tipiche dell’inverno: la Peppola è una di queste. Compare da noi solo nella stagione fredda; in alcuni inverni è più abbondante, in altri pare mancare del tutto. Quest’anno è arrivata abbastanza numerosa e, come sempre, si associa con i Fringuelli che le sono strettamente imparentati.