Report settimanale del 29 febbraio 2020

In questo periodo, periodo di migrazione, si può vedere come di giorno in giorno vanno cambiando le presenze delle diverse specie di uccelli e che quelli che sono qui oggi, domani potrebbero già essersene andati altrove.
Ad esempio, le Pavoncelle, numerosissime sabato scorso, a metà settimana se ne erano andate tutte, e con loro i Beccaccini, così come sono quasi spariti del tutto lo Spioncello, la Pispola e le Cesene; e poi continua a calare il numero delle Alzavole. Nel frattempo, è arrivato abbondante il Luì piccolo e, dall’interno del canneto, si sentono i deboli richiami di contatto delle Schiribille. Le date sono quelle giuste per l’arrivo dei più precoci tra i limicoli in migrazione. Se non è accaduto questa settimana, mi aspetto che già dalla prossima si possano vedere il Combattente, il Totano moro e il primo influsso di Piro-piro culbianco. Nel corso della settimana, sono stati ben rappresentati gli uccelli rapaci: ancora si sono visti dei Nibbi reali, questa volta tre individui, e un Astore, assieme agli immancabili – in questa stagione – Falco pellegrino, Falco di palude, Sparviere, Gheppio, Poiana.
I rapaci, da tempi lontani, hanno ispirato un senso di ammirazione e rispetto, tanto che sono spesso stati usati come l’immagine simbolo del potere di imperi e di sovrani, negli stemmi di antiche casate nobiliari e ancora oggi compaiono nella bandiera di alcuni stati. Questa Poiana sembra sapere tutto ciò e ha assunto la più classica posa araldica.