Report del 9 maggio 2020

E’ finita. La quarantena, questa lunga serie di giorni di tempo fermo, che pareva non finire mai, si è finalmente conclusa. E purtroppo non è andato tutto bene. Neppure per noi della Cassinazza: un vecchio amico e collega ci è stato portato via.
Nel frattempo si sono succedute le fioriture, gli uccelli migratori sono arrivati, poi sono ripartiti, mentre alcuni si sono fermati, gli alberi hanno messo le foglie e sono apparse farfalle, api e tutti gli insetti. Ho lasciato la Cassinazza quando era inverno e ora vi ritorno trovando praticamente l’estate; tutto ciò che è passato nel mezzo me lo sono perso. Una intera stagione è trascorsa, durante la quale la natura è appartenuta unicamente a se stessa. La migrazione è ormai giunta praticamente alla fine. Dei limicoli rimangono pochissimi individui di Combattente, Corriere piccolo, Pantana e solo il Piro-piro boschereccio è in doppia cifra, con circa 30-40 esemplari. Dei passeriformi, con fatica sono riusciti a scovare gli ultimi Luì grosso, Luì bianco, Codirosso. Il tempo è quello giusto solo per il passo dei Falchi pecchiaioli, che infatti si fanno vedere di frequente.
La gran parte delle specie presenti si appresta ormai a nidificare. E c’è anche già ha già portato a termine il compito: sono i Codibugnoli e  le femmine del Germano reale, che  hanno portato i loro piccoli fuori dal nido.  Solo i Cavalieri d’Italia, purtroppo, sembrano non avere intenzione, neppure quest’anno, di nidificare alla Cassinazza.
Le farfalle, dopo un periodo in Aprile nel quale – mi si dice – erano ben numerose, ora paiono decisamente scarse. Si mette in evidenza la sola Lycaena dispar; il maschio di questa specie è una fiamma di colore nel verde dell’erba.