Report del 6 giugno 2020

La vita che si svolge all’interno del canneto resta quasi tutta nascosta ai nostri occhi, in particolare durante il periodo della nidificazione quando gli uccelli che vi vivono – già molto elusivi per natura – diventano ancora più cauti. Per poterla cogliere bisogna aprire le orecchie e riconoscere i diversi canti e richiami.
Il canto più frequente è senza dubbio quello della Cannaiola verdognola; si sentono invece solo pochi individui di Cannaiola e Cannareccione, per i quali l’ambiente alla Cassinazza è meno adatto. Comune è anche il canto potente dell’Usignolo di fiume, che si è completamente ripreso dal tracollo che – per causa di inverni troppo freddi e prolungati – lo aveva portato ad essere quasi estinto alla Cassinazza negli anni 2009 e 2010.
Il Porciglione è il più sfuggente tra tutti; mentre in inverno è rumoroso e si lascia spesso vedere ora, se non fosse per qualche raro suono dei suoi, non si avrebbe traccia della sua presenza come nidificante.
Il Tarabusino, oltre a farsi sentire con i suoi richiami simili all’abbaiare di un cane, ogni tanto si lascia anche vedere mentre svolazza sopra le canne; in via del tutto eccezionale  può anche capitare che si posi all’aperto il tempo sufficiente per una fotografia.