Report del 4 maggio 2019

Nelle fioriture di questo periodo domina il colore bianco: quello del Sambuco, del Pallon di maggio, del Corniolo sanguinello e anche della Robinia, pianta aliena, invasiva e spinosa e quindi malvista, ma dal profumo dolcissimo. Nei prati e al bordo delle strade abbonda la Margherita comune, anch’essa bianca e dall’odore sgradevole, a metà strada tra il marcio e l’ammuffito. L’unica nota di colore è il giallo del Giaggiolo acquatico sulle rive dei fossi. Nelle zone umide si incontrano tantissime nidiate di Germano reale, con anatroccoli da uno a dieci giorni di età, mentre sui nidi delle Cicogne, il comportamento delle madri lascia pensare che le uova si siano schiuse.
Il passaggio del Piro-piro boschereccio è in fase calante, ancora ne sono però presenti quasi un centinaio; lo stesso accade per la Pantana, che quest’anno è stata più numerosa che mai; ora ne rimangono circa venti. Dei piccoli uccelli segnalo solo una certa frequenza del Luì bianco, una specie che in primavera non si può mai dare per scontata, anzi ci sono stati anni nei quali proprio non ne abbiamo visti. L’unico nuovo arrivato durante questa settimana sembra essere la Sgarza ciuffetto.
Alla Cassinazza sono state installate tantissime cassette nido; da molte ora proviene il pigolio dei pulcini che vi vengono allevati, per la maggior parte da Storni, Cinciallegre e Cinciarelle, con qualche covata anche del Picchio rosso maggiore. Per tutte queste specie che nidificano al chiuso, le cavità naturali sono rare e quelle poche vengono occupate dagli aggressivi Storni, come è successo per questa nella fotografia. Ci tengo a precisare che l’immagine è stata ottenuta con una fotocamera azionata da sensori, senza imporre all’uccello il disturbo della presenza del fotografo vicino al nido.