Report del 29 dicembre 2018

Se il meteo rimarrà invariato – freddo ma mai eccessivo, poco ghiaccio che si forma la notte ma si scioglie durante il giorno –  tra due settimane, quando ci sarà il censimento degli acquatici svernanti, potremo avere dei risultati notevoli. Oggi non ho provato a fare conteggi; ad occhio, le Pavoncelle sembrano lo stesso numero di sabato scorso, cioè attorno al migliaio, e le Alzavole sono certamente di più; dei Germani reali non sto a dire. Le Volpoche potranno essere una presenza invernale inconsueta per la nostra regione, sempre che rimangano, dato che dalle cinque che erano sono ora rimaste solo in tre. Altre specie poco consuete che, se il ghiaccio non le farà sloggiare, potrebbero entrare nel novero degli svernanti di quest’anno, potrebbero essere alcuni Marangoni minori e una Pantana, che sosta ormai da più di un mese e che rappresenta la prima della sua specie a tentare lo svernamento alla Cassinazza. I pochi individui di Piro-piro culbianco e Combattente svernanti non rappresenterebbero invece una novità. Forse potremmo elencare tra gli svernanti anche l’Anatra Mandarina, per quanto non tra i veri selvatici.
Molti uccelli sono però stati infastiditi dal freddo e hanno lasciato l’area; primo fra tutti l’Airone guardabuoi che nel giro di poche settimane si è prima ridotto a un piccolo gruppo di individui e ora è sparito del tutto. Di Garzette ne restano cinque o sei in totale.
La giornata non ha offerto novità, a parte un Astore transitato però a grande altezza.
La foto del giorno è il frutto di un incontro fortunato. Una Volpe si è lanciata alla caccia di un Fagiano, che si è messo in salvo su di un albero (lo si intravede tra i rami). Il Fagiano però non è un grande volatore e non può volarsene via lontano; quando sarebbe dovuto scendere, non avrebbe potuto sfuggire alla Volpe. La quale, sapendolo, si è disposta ad aspettare con pazienza ai piedi dell’albero. Non so come sia andata a finire.