Report del 28 settembre 2019

La migrazione è praticamente ancora ferma, anche questa settimana. Di norma, il mese di settembre è pieno di movimenti degli uccelli e di divertimento per i birdwatcher; questo mese che ora si sta concludendo, invece, è stato uno dei più noiosi. Gli scarsi migratori che si possono incontrare ora sono quelli – Balia nera, Luì grosso, Codirosso – che vengono definiti “trans-sahariani”, cioè che faranno il viaggio più lungo e che di solito caratterizzano l’inizio della migrazione, nel mese di agosto. Tutto il resto sembra essere ancora molto fermo e in ritardo.
Non che siano mancati gli uccelli da guardare: le anatre – i Germani reali e le Alzavole – sono praticamente raddoppiate di numero nel corso di questa settimana: quattro o cinquemila i primi e  almeno quattrocento le seconde. Tutto ciò, unito a duecentocinquanta Ibis sacri e un paio di centinaia di aironi di cinque specie diverse, faceva comunque un gran bel vedere. E anche sette Cicogne bianche, che sono quasi di certo individui di passaggio in migrazione, e non quelle che hanno nidificato in zona.
In questo periodo dell’anno capita di incontrare individui di Coniglio selvatico in uno stato pietoso: con gli occhi gonfi e chiusi, ormai completamente ciechi. Sono destinati a morire presto, o di stenti perché non riescono più ad alimentarsi, oppure di predazione quando li troverà una Volpe. Sono gli effetti della mixomatosi, la malattia trasmessa dalle zanzare che ormai da decenni sta decimando i Conigli selvatici in tutta l’Europa. Quello qui fotografato, per sua fortuna, sembra essere perfettamente sano.