Report del 26 ottobre 2019

Il fascino della migrazione. Dopo giorni i di maltempo vuoti di uccelli, una mattina all’improvviso i cespugli, le chiome degli alberi, i canneti, la vegetazione tutta, freme di vita. E anche il cielo sopra di noi é pieno di movimenti.
Se si guarda ai numeri, la prevalenza del Luì piccolo e del Fringuello è messa in discussione dalla Cinciarella, che durante la settimana è scesa fino a noi in massa. Non succede tutti gli anni che la Cinciarella arrivi tanto abbondante; in alcuni inverni compie delle vere e proprie invasioni. Alle specie già presenti si sono ora aggiunti il Codirosso spazzacamino, il Saltimpalo, il Pendolino e – numerosissimo – il Migliarino di palude. Nel frattempo il Tordo bottaccio e il Regolo sono passati oltre, lasciandosi dietro solo pochi individui.
Le zone umide non sono da meno: il Germano reale ha raggiunto una concentrazione che probabilmente sarà la più alta dell’inverno; non è possibile contarli, solo stimarli compresi tra i sei e gli ottomila. Anche Alzavole e Pavoncelle sono aumentate rispetto alla settimana passata e ora numerano almeno 800 le prime e 400 le seconde. E con qualche decina di individui sono arrivati anche Mestolone e Canapiglia.
La pioggia ha favorito una rigogliosa crescita di funghi, la gran parte appartenenti ai generi Agaricus e Amanita, entrambe famiglie troppo diversificate perché io possa azzardare una identificazione delle specie; è cosa da lasciare agli specialisti.

La Cinciarella è molto eclettica riguarda la scelta dell’habitat;  frequenta volentieri anche i canneti, dove le sue doti acrobatiche e il becco piccolo ma molto forte le permettono di raggiungere anche gli insetti rintanati all’interno dei fusti delle canne.