Report del 22 giugno 2019

La perturbazione, che solo pochi chilometri più a Nord ha scaricato pioggia torrenziale, alla Cassinazza ci ha solo regalato una giornata gradevole, interrompendo le temperature torride dei giorni scorsi e quelle ancora peggiori che devono venire.
E’ il momento di fare i conti in casa delle Cicogne. Il lungo periodo di maltempo del mese di Maggio ha imposto un prezzo: molte giovani Cicogne non sono sopravvissute. Uno dei nidi, che all’inizio aveva cinque pulcini, ora contiene solo due giovani; in un altro, da quattro ne sono rimasti due. Anche il terzo nido ora ospita solo due giovani, non sappiamo quanti fossero all’inizio; quanto al quarto e ultimo nido, il meno visibile, non possiamo vedere quanti ne siano presenti, ma di certo uno è stato trovato morto ai piedi dell’albero. In totale, quindi, sono morte come minimo sei giovani Cicogne; che noi si sappia. La colonia delle Sterne è stata alla fine cancellata dalle razzie delle Cornacchie: non si vede più neppure un solo nido in cova e gran parte delle Sterne se ne sono andate. Ai tre nidi di Cavaliere d’Italia che già dovrebbero essere vicini al termine del periodo di cova, se ne è ora aggiunto un quarto, ritardatario, dove le uova sono state deposte all’inizio di questa settimana. Come un anno fa e quasi nella stessa data, è ricomparso alla Cassinazza il Marangone minore, per ora un solo individuo. Evidentemente la specie usa la Cassinazza come sito post-riproduttivo e di svernamento, ma preferisce andare altrove – e a quanto mi dicono  non molto lontano – per nidificare. La sorpresa di oggi è stata il ritrovamento di questo fiammante coleottero Buprestidae, che giustifica in pieno il nome inglese di Jewel Beetle: una vera gemma. Si tratta di Eurythyrea micans, le cui larve si sviluppano nei ceppi morti dei pioppi; un tempo era limitata al centro-sud Italia e ora ha allargato il suo areale verso Nord.