Report del 22 dicembre 2018

Nel giro di poco, il Tarabuso sembra divenuto più frequente: oggi ne ho incontrati quattro. Il primo di questo inverno l’avevamo visto solo due settimane fa. Non credo che si tratti di una mia falsa impressione: più meno percorro sempre gli stessi sentieri, visito gli stessi ambienti e negli stessi orari, e se ora ne osservo diversi e prima nessuno, sono convinto che ciò rispecchi la loro vera presenza e che siano arrivati da noi solo in questo periodo. Da qualche settimana, anche il Merlo è diventato parecchio numeroso, grazie a un buon influsso di migratori. Per questa specie, l’apparenza inganna: è presente tutto l’anno ed è facile pensare che i Merli siano sempre quelli, stanziali. Invece i nostri nidificanti si spostano verso l’area mediterranea e vengono sostituiti dai migratori provenienti dal nord Europa; il fatto è che noi non abbiamo modo di distinguerli gli uni dagli altri.
Le Pavoncelle, oggi come già sabato scorso, a colpo d’occhio parevano essere molte centinaia; a fine giornata le ho contate con cura e il totale è risultato addirittura superiore a mille. In assenza del Pellegrino, oggi era il Falco di palude che si impegnava a farle alzare tutte in volo; la scena era comunque ugualmente spettacolare. Da adesso in avanti, i movimenti degli uccelli acquatici dovrebbero cessare e i loro numeri stabilizzarsi. Germani reali e Alzavole stanno formando concentrazioni che probabilmente risulteranno le massime dell’inverno: migliaia i primi (quanti? forse 5.000 ma forse anche di più) e certamente più di mille le seconde. Fra non molto verrà il momento di censirle con precisione.