Report del 2 novembre 2019

Quest’ultimo periodo è visto il passaggio di perturbazioni che hanno portato forti piogge. Molti uccelli delle foreste del nord Europa hanno attraversato le Alpi per scendere nella nostre pianure.  Ancora tanti Fringuelli, e Peppole che ai Fringuelli si sono associate a formare grandi branchi misti. Un nuovo influsso dei Regoli e le Cince more, che si mescolano con i già presenti e abbondanti Cinciarelle, Luì piccoli, Codibugnoli, e le meno numerose Cinciallegre, e tutti insieme si muovono alla ricerca di cibo.
Il passaggio delle Gru me lo sono perso mentre ero a pranzo e mi è stato riportato da chi invece era ancora in campo.
Nel canneto si è mostrato il primo Tarabuso dell’inverno, ma ciò che più colpisce è il numero delle Alzavole, che probabilmente superano il migliaio, e il grande dormitorio degli Ibis sacri: ne ho contati oltre cinquecento. Questi ultimi, però, li guardo con disappunto perché sono specie alloctona, che si sta espandendo sempre di più e che, come se non bastasse, pare sia anche un predatore di uova e pulcini di altre specie di uccelli.
A proposito di alloctoni, sono sempre in giro i due Cigni neri; anche questa specie – che per la precisione origina dall’Australia – non farebbe parte della nostra fauna ma è stata è stata introdotta in Italia e, a quanto ho saputo, la si può ritenere ormai naturalizzata. Comunque sia, gli dedichiamo una foto.