Report del 02 febbraio 2019

Finalmente la neve e, soprattutto, la pioggia sono venute ad interrompere il lungo periodo di siccità. Nella mattina, lo strato di neve a terra, come un libro aperto, illustrava le orme di tutti quegli animali che erano passati durante la notte: i Caprioli, i Cinghiali, le Volpi, le Lepri e le Minilepri, le Nutrie e (perché no?) anche i Ratti; degli uccelli si distinguevano le zampe enormi degli Aironi bianchi e cenerini, le dita lunghe delle Gallinelle d’acqua, quelle palmate delle anatre, i passi strascicati delle Cornacchie, quelli dei Merli che camminano con passo alternato e quelli dei Passeri che saltellano con le zampe appaiate.
Troppo presto la neve si è sciolta e di tutto questo è rimasto solo fango.
Quanto alle presenze degli uccelli, nulla sembra essere cambiato. Con la sola notevole eccezione della comparsa di due Cigni reali. Questa specie viene spesso immessa a scopo ornamentale in parchi, fiumi e laghi ma, a giudicare dalla loro diffidenza e dalla distanza di fuga, questi due sembrano genuini uccelli selvatici e non di quelli che si fanno incontro ai gitanti per elemosinare cibo dalle loro mani.
Nonostante il clima e il paesaggio siano ancora decisamente invernali, le prime coppie di Germano reale si separano dagli stormi e vanno cercando posti appartati, alcune Gazze  verificano i loro vecchi nidi e qualche cespuglio di Nocciolo ha esposto i suoi fiori. Sono segnali.
In questo periodo, il Migliarino di palude è probabilmente il passeriforme presente in maggior numero; durante il giorno frequentano le stoppie dei campi coltivati, la sera si riuniscono a centinaia per passare la notte nel vasto canneto della Cassinazza. La foto è di quelle scattate nel gelo di sabato scorso.