Report del 19 ottobre 2019

Il Fringuello e il Luì piccolo sono ancora le due specie protagoniste di questo momento della migrazione. A loro si uniscono la Ballerina bianca, il Lucherino, il Tordo bottaccio, l’Allodola, il Regolo e il Colombaccio, tutte quante ben rappresentate. Molto più scarse sono la Peppola, la Pispola, lo Spioncello, il Fiorrancino e la Colombella.
Tra le anatre, è evidente un ulteriore aumento del numero di Alzavole e si comincia a contare anche qualche esemplare delle altre specie di anatre di superficie: Canapiglia, Fischione, Mestolone.
Le Nitticore risultano assenti dalle nostre osservazioni per la seconda settimana consecutiva: se ne sono partite, anche se qualche individuo isolato potrebbe essere rimasto in zona e magari salterà fuori più avanti nell’inverno.
Pure se non la si può elencare tra le specie selvatiche, la coppia di Cigno nero (Cygnus atratus) – l’ennesima specie esotica che ci arriva da parco zoologico non lontano – merita la citazione, come curiosità e soprattutto perché animali di rara eleganza. E in ogni caso testimonia l’attrattiva che la Cassinazza esercita su tutti gli uccelli acquatici.
Sono arrivati giorni di pioggia e le temperature scendono; ormai non è più tempo per gli insetti. Più di tutti sembrano tollerare il freddo gli imenotteri e gli ortotteri. In questa che probabilmente sarà l’ultima foto dedicata agli insetti per quest’anno, un Calabrone (Vespa crabro: un imenottero, appunto) si sta divorando una cavalletta (probabilmente una Ruspolia nitidula: un ortottero) dopo aver usato il veleno del suo pungiglione per ucciderla.