Report del 15 dicembre 2018

Il primo gelo di questo inverno ha steso un velo di ghiaccio sulle acque ferme e brina sui campi. Gli effetti del freddo si fanno sentire soprattutto per i piccoli uccelli insettivori che sono tutti calati sensibilmente: Luì piccolo, Pettirosso, Usignolo di fiume. I piccoli Scriccioli, i Regoli e il loro cugino Fiorrancino sembrano invece trovarsi a loro agio anche con il clima rigido.
Ora che l’inverno si è stabilmente insediato, possiamo guardare a quali specie, tra quelle di solito svernanti, si sono presentate e quali invece sono mancate. Oggi sono comparsi per la prima volta il Saltimpalo e la Beccaccia (è sempre così: la incontra chi non se la aspetta e mai che la trovi chi la va cercando!). Non sono poche le specie che invece non sono arrivate: il Frosone e la Cincia mora perché ci raggiungono solo irregolarmente e non tutti gli anni, l’Averla maggiore perché una genuina rarità. Peppola, Lucherino, Tordo sassello sono specie che da un anno all’altro mostrano forti fluttuazioni nel numero e si sono visti ben poco; il Pendolino finora è assente ingiustificato.
Tra le specie che invece ci sono, la più ammirata è stata senza dubbio un maschio adulto di Albanella reale, magnifico nel suo piumaggio bianco-argento con le punte delle ali nere. La Colombella non è mai facile da individuare, mescolata spesso tra i Colombacci. Le cinque Volpoche, due adulti e tre giovani, hanno sostato alla Cassinazza per tutta la settimana.
L’Usignolo di fiume è la specie che forse più di ogni altra soffre i periodi di gelo prolungati, che possono azzerare una intera popolazione.