Report del 13 luglio 2019

Ciò che più colpisce, in questo periodo, è l’assenza di canti degli uccelli. Non che ci sia sempre e solo il silenzio: si sentono in continuazione brevi richiami e versi di allarme, spesso difficili da attribuire ad una specie. Ma tacciono il canto dell’Usignolo e della Cannaiola verdognola, tanto diversi tra loro e così tipici, che all’inizio di Giugno riempivano l’aria. A parte poche Capinere, si sente cantare un solo Cuculo svogliato e qualche Rigogolo; un paio di volte anche l’Usignolo di fiume. Le giovani Cicogne hanno finalmente preso il volo, almeno in tre dei quattro nidi sul nostro territorio; i ritardatari sono però giustificati, perché in quel nido le uova sono state deposte con due o forse tre settimane di ritardo. Un paio di Marangoni minori riposavano presso il lago; speriamo che, come successe l’anno passato, costituiscano l’avanguardia di quelli – numerosi – che poi sostarono alla Cassinazza in autunno e inverno.
La diversità delle farfalle è molto alta, per un’area della pianura: nella sola giornata di oggi abbiamo sommato ben 24 specie; dall’inizio della stagione ne sono state osservate 36.
Sulle acque del lago della Cassinazza, la famiglia dello Svasso maggiore nuota tranquilla. La sua presenza – e la sopravvivenza dei giovani nati – si devono alla rimozione dei grossi pasci Siluro, la cui voracità aveva costretto questa specie e l’ancora più piccolo Tuffetto ad abbandonare il  nostro lago. L’intervento, eseguito nell’autunno 2017, fu laborioso e complicato, ma ne è valsa la pena: Svasso maggiore e Tuffetto da allora sono tornati a nidificare.