Report del 13 aprile 2019

Nel primo mattino, l’aria della Cassinazza risuonava del suggestivo canto degli Usignoli; sono giunti tutti insieme in questi giorni e tutti insieme si sono messi a cantare. Oltre al loro, gli arrivi anche del Cuculo e del Lodolaio segnano una specie di giro di boa: a partire da ora, una ad una si vedranno anche le specie estive che da noi si fermeranno a nidificare e non più migratori che sono solo di passaggio. Il più evidente tra questi, oggi, era senza dubbio la Pantana: tra quante sostavano nelle zone umide della Cassinazza, uno stormo che ci ha sorvolato e quelle che erano in una risaia già allagata, ne abbiamo contate poco meno di cento; un numero straordinario, per questa specie. Mischiati in mezzo alle Pantane c’erano una ventina di Totani mori e tutt’attorno zampettavano almeno cento Piro-piro boschereccio; si sta invece esaurendo il passo del Piro-piro culbianco. Completavano il cast dei migratori (in ordine alfabetico): Astore, ancora molte decine di Alzavole, Cutrettola, Luì piccolo, Luì grosso, qualche Marzaiola e Mestolone, Nibbio bruno, diverse Poiane, Rondone maggiore, Tordo bottaccio, Voltolino.
Tra le farfalle, da qualche settimana l’Aurora (Anthocharis cardamines) si è mostrata molto più numerosa che in tutti gli anni passati; i maschi, con le loro ali macchiate di arancio, sono inconfondibili. Attivissimi, volano di continuo, si posano di rado e solo per poco tempo; molto vigili, fuggono non appena si tenta di avvicinarli. Difficile da fotografare; in questo caso la bassa temperatura l’ha costretto a fermarsi un minuto, fino a che un’occhiata di sole lo ha di nuovo riscaldato.