Report del 1 dicembre 2018

Nelle ultime notti, le temperature hanno sfiorato lo zero; non abbastanza e non abbastanza a lungo per formare il ghiaccio. Sufficiente, però, per aver fatto allontanare la gran parte dei Luì piccoli, che fin da Ottobre erano sempre abbondanti. Anche l’Usignolo di fiume pare molto diminuito e il suo canto è diventato di colpo meno frequente; sebbene si pensi che sia una specie stanziale, in realtà anche lui si muove in risposta al clima e alle stagioni. Movimenti ce ne sono stati anche tra gli uccelli acquatici, con un forte influsso di Alzavole, che superano il migliaio e di Pavoncelle, che arrivano a 500. Tra venti e trenta ciascuno la Canapiglia, il Fischione e il Mestolone. I Germani reali, non c’è bisogno di dirlo, sono sempre alcune migliaia.
In mezzo a tutto questo affollamento, saltava subito all’occhio una Volpoca; bisognava invece cercare a fondo per scovare qualche Piro-piro culbianco, una Pantana, un Combattente.
Un campo, allagato proprio in questi giorni, attira una concentrazione di uccelli bianchi: Aironi bianchi maggiori, Garzette, Aironi guardabuoi, Ibis sacri, un grande stormo di Gabbiani comuni, due Cicogne bianche e decine e decine di piccole Ballerine bianche; tra tutto quel bianco, gli Spioncelli e le Pispole quasi non si vedono.
Il Falco pellegrino perseguita le Pavoncelle, levandole in volo fino a che riesce a catturarne una. Dopodiché tutto si calma: il falco è sazio e le Pavoncelle possono stare tranquille fino a domani.