Report del 05 gennaio 2019

Le temperature notturne sono scese e il ghiaccio è diventato più esteso e più compatto.
Tutte le anatre si ammucchiano in quelle aree, ormai non tanto grandi, che sono rimaste libere dal ghiaccio. Lo spettacolo di  migliaia di Germani reali e Alzavole addossati gli uni agli altri è davvero impressionante; sono rimasto ad ammirarlo da lontano, per mettere in allarme gli uccelli ed evitare che si alzassero in volo: con queste condizioni non avrebbero altro posto dove andare a posarsi. Sembra comunque che, almeno per ora, il gelo non le abbia costrette ad allontanarsi dalla Cassinazza e i loro numeri sono rimasti sostanzialmente invariati; ad un conteggio fatto a metà della settimana, le Alzavole sono risultate essere 1.500. Sono ancora presenti anche le Volpoche, anzi ne è ricomparsa una per cui ora sono in quattro. Gli Ibis sacri, pur essendo una specie di origine tropicale, già hanno dato prova di essere ben resistenti al freddo e in questo periodo formano alla Cassinazza un dormitorio che ne raccoglie due o trecento. Le Pavoncelle sono invece più sensibili agli effetti del gelo e se ne sono andate tutte quante; per loro è impossibile trovare cibo quando il terreno è gelato. Tutti i piccoli uccelli sono ridotti a numeri minimi e fa un po’ impressione trovare siepi,  cespugli e canneti vuoti e silenziosi nel gelo del mattino.
L’Alzavola è una piccola anatra dal piumaggio elegante e con un aspetto che la rende irresistibilmente simpatica; è anche uno dei fiori all’occhiello della Cassinazza, che in inverno ne ospita uno dei contingenti più importanti di tutta la regione.